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Risoluzione Stragiudiziale delle Controversie in materia di Proprietà Industriale
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25 Maggio 2019
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MEDIAZIONE

AVVISO: l'illustrazione che segue sintetizza solo alcune parti della vigente normativa in materia di mediazione delle controversie civili e commerciali, del Regolamento della Procedura di Mediazione, del Codice Etico e delle tariffe di MFSD. Questa sintesi pertanto non sostituisce l'attenta lettura e la completa comprensione dei documenti citati e reperibili nella sezione 'Normativa' di questa parte del sito. Per ogni ulteriore informazione rivolgersi a Pierfrancesco C. FasanoResponsabile dell'Organismo di Mediazione: mediation@mfsd.it oppure 02 91471104.

OBIETTIVO E ATTIVITA'


La mediazione delle controversie civili e commerciali ha come obiettivo principale quello di ridurre il flusso in ingresso di nuove cause nel sistema Giustizia, offrendo al cittadino e all'imprese uno strumento più semplice e veloce con tempi e costi certi.

La mediazione è l’attività svolta da un professionista con requisiti di terzietà, finalizzata alla ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, anche con formulazione di una proposta per la risoluzione della lite.

IL MEDIATORE E L'ORGANISMO

Il mediatore è la persona o le persone fisiche che, individualmente o collegialmente, svolgono la mediazione rimanendo prive, in ogni caso, del potere di rendere giudizi o decisioni vincolanti per i destinatari del servizio medesimo. Il mediatore è un professionista con requisiti di terzietà, formato e aggiornato a tal fine presso Enti di Formazione autorizzati e vigilati dal Ministero della Giustizia.

L’organismo dove il mediatore presta la sua opera è vigilato dal Ministero della Giustizia. E nell'ambito di questo rapporto, MFSD trasmette al Ministero della Giustizia la statistica delle mediazioni amministrate, anche al fine dell'attribuzione dell'agevolazione fiscale (credito d'imposta) prevista della legge.

IL REGISTRO

La mediazione è svolta presso enti, iscritti nel registro tenuto presso il Ministero della Giustizia e che erogano il servizio di mediazione nel rispetto della legge, del regolamento ministeriale e del regolamento interno approvato dal Ministero della Giustizia.

MFSD è iscritto al n. 903 del Registro degli Organismi di Mediazione con Provvedimento del Direttore Generale del Dipartimento per gli Affari di Giustizia (Direzione Generale della Giustizia Civile) del Ministero della Giustizia in data 19 luglio 2012.

Responsabile della Organismo di Mediazione e referente di MFSD per il Ministero della Giustizia è Pierfrancesco C. Fasano.

TIPI

La mediazione può essere di 3 tipi:

  • facoltativa, e cioè scelta dalle parti
  • delegata, quando il giudice (anche in appello), al quale le parti si siano già rivolte, ordina alle stesse di tentare la mediazione
  • obbligatoria, quando per poter rivolgersi al giudice, per legge o contratto, le parti debbono prima aver tentato senza successo la mediazione.

Facoltativa

MFSD opera come organismo di mediazione nelle controversie sorte su diritti di proprietà industriale, materia dove la mediazione (in assenza di una clausola in tal senso) è facoltativa e quindi volontaria (non imposta dalla legge), e cioè una sola parte o entrambi d'intesa possono ricorrere liberamente alla mediazione.

Delegata

Attesa la specializzazione di MFSD nella mediazione di controversie industrialistiche, il giudice (uno dei 21 Tribunali o Corte d'Appello delle Imprese, le ex 12 Sezioni Specializzazioni in materia di Proprietà Industriale e Intellettuale) può, se la natura, lo stato della causa lo consente e le parti sono d'accordo, ordinare alle parti in giudizio di procedere ad una mediazione avanti un organismo come MFSD. Se il giudice ordina alle parti di mediare, la mediazione o quantomeno il primo incontro è obbligatorio, e cioè condizione per la prosecuzione della causa.

Obbligatoria

Nelle controversie in materia di Proprietà Intellettuale e Industriale la mediazione è obbligatoria in 3 casi:

  • se tale procedura è stata stabilita in una clausola del contratto (ad es. licenza, accordo di co-esistenza, transazione in genere) che regola i rapporti tra le parti in lite 
  • se, sorta la lite, le parti decidono di sottoscrivere un accordo di mediazione. MFSD offre agli interessati un modello di clausola specifico per le controversie in materia di prorpietà industriale (vedi la sezione di questa parte del sito Modelli di Clausole) o un servizio gratuito di assistenza alla redazione di una clausola di mediazione ad hoc
  • il giudice, anche in appello, ordina alle parti di tentare la mediazione.

LA MEDIAZIONE NELLA PROPRIETA' INDUSTRIALE: QUANDO CONVIENE E QUANDO NO

La mediazione non è utile ed efficace in ogni controversia di proprietà industriale e intellettuale. La prassi e la letteratura scientifica internazionale in materia forniscono alcune (a titolo esemplificativo) indicazioni utili alle parti e ai loro rappresentanti (consulenti in proprietà industriale o avvocati)i, e anche al giudice per stabilire in concreto quando ricorrere alla mediazione e quando no.

Circostanze favorevoli
  • Costi di giudizio elevati, sproporzionati rispetto al valore della controversia
  • Ricerca di una (ri)soluzione veloce
  • Complessità delle questioni di diritto, dei fatti, delle relazioni delle parti porterebbe ad un giudizio lungo con possibile appello
  • Azioni multiple tra le parti in Italia e all'estero
  • Incertezza dell'esito di un eventuale giudizio
  • Rapporti commerciali in corso e in generale interesse a proseguire/salvaguardare i rapporti
  • L'importanza della riservatezza sulla lite
  • Motivi relativi di nullità del titolo di proprietà industriale o intellettuale
  • Timore di una sentenza che costituisca un precedente
  • Invenzione dei lavoratori
  • Mancanza o carenza di prove suffficienti a dimostrare in giudizio la propria domanda
  • Rifiuto del Provider di trasferire il dominio al titolare dei diritti di proprietà industriale per morosità dei pagamenti di hosting/annualità registrazione/grafica sito Internet  
Circostanze sfavorevoli
  • Contraffazione intenzionale o in mala fede, atti di pirateria
  • Parte non disponibile a negoziare e/o ancorata a posizioni di principio
  • Necessità di provvedimenti urgenti
  • Mancanza o carenza d'interesse a proseguire i rapporti
  • Necessità di un precedente
  • Necessità di pubblicità
  • Motivi assoluti di nullità del titolo di proprietà industriale o intellettuale
  • Oggetto della controversia è il pagamento di una somma e il debitore versa in stato di difficoltà
INCONTRO PRELIMINARE INFORMATIVO

Non tutte le controversie in materia di proprietà industriale e intellettuale sono mediabili con successo. E in quest'ottica MFSD, pur non essendo obbligatorio per legge (l'incontro preliminare è obbligatorio in un elenco di materie tra le quali non è ricompresa la proprietà industriale), consiglia alle parti interessate un incontro preliminare informativo e comunque è disponibile a fornire informazioni.

L'incontro preliminare informativo è una riunione (dall'esito non vincolante e riservata), nella quale anche a distanza (via Internet o telefono), il mediatore, con l'assistenza del Responsabile dell'Organismo di Mediazione di MFSD, è a disposizione delle parti e dei loro rappresentanti (Consulenti in Proprietà Industriale e Avvocati) per rispondere a domande sulla procedura di mediazione (es. tempi, costi, poteri del mediatore e caratteristiche dell'eventuale mediatore) e ad aiutare loro a valutare se vi siano le condizioni per avviare la mediazione. 

Con tale incontro MFSD si propone di avvicinare al tavolo negoziale entrambe le parti, senza la necessità di una preventiva espressa adesione di una o di entrambe le parti alla mediazione, per esplorare l'eventuale comune concreta volontà delle parti stesse di dialogare e di negoziare prima di iniziare la procedura avanti il mediatore, con un significativo risparmio di tempi e costi.

In concreto, se un soggetto manifesta l'intento di mediare una controversia ma non è certo dell'adesione dell'altra parte, può chiedere (via e-mail responsabile@mfsd.it o pec mfsd@legalmail.it) a MFSD di convocare la controparte, indicando alla Segreteria di MFSD l'oggetto e il valore della controversia. La Segreteria verifica la disponibilità dell'altra parte, e, se positiva, concorda con tutte le parti e gli eventuali rappresentanti (es. consulenti in proprietà industriale, avvocati) la data, l'ora e il luogo o le modalità (in presenza o a distanza) dell’incontro tra loro e il Responsabile dell'Organismo di Mediazione e spedisce alla parte invitata la comunicazione di invito. Tale comunicazione riporta l'oggetto della controversia e la manifestazione dell'intento di una parte di ricorrere alla mediazione, e segnala anche alla parte invitata la facoltà e l'opportunità di aderire all’incontro preliminare informativo.

Nell’incontro il mediatore ascolta le parti, non entra nel merito della controversia e spiega alle parti qual è il senso e lo scopo della procedura, come si svolge, con quali regole, quali sono i vantaggi, quali possibilità la mediazione offre alle parti a differenza del giudizio, in quanto tempo, i costi e la conservazione dell'eventuale relazione commerciale in corso.

Le parti possono chiedere chiarimenti sulla procedura e verificare, con l’aiuto del mediatore co-audiuvato dal Responsabile dell'Organismo:
  • se tutte le parti in lite presenti sono disponibili a partecipare alla mediazione 
  • se la controversia appaia (almeno in astratto) suscettibile di soluzioni alternative al contenzioso
  • se vi siano le condizioni e l’interesse comune per cercare una soluzione diversa dal giudizio 
  • se vi sia la concreta volontà di negoziare.
Al termine l’incontro potrà essere:
  • positivo (la parte invitata decide di aderire o le parti decideranno di avviare la mediazione), e quindi il Responsabile della Procedura inviterà le parti a concordare i tempi del deposito dell'istanza congiunta, la data del primo incontro di mediazione e il costo della procedura anche in deroga alle tariffe previa adesione di MFSD, e dell'incontro MFSD rilascerà un verbale di avvio e programma della procedura di mediazione; 
  • negativo (mancata adesione o di disinteresse alla mediazione), e dell'incontro verrà rilasciato verbale nel caso di mediazione obbligatoria (attivata sulla base di una clausola ovvero su invito del giudice) e in quello di mediazione volontaria il verbale verrà rilasciato su richiesta di entrambe le parti; in entrambi i casi il verbale conterrà l'indicazione di chi è favorevole alla prosecuzione e chi no, senza aggiungere le rispettive motivazioni del consenso o dissenso alla mediazione. 
Con l’incontro preliminare le parti avranno in ogni caso avuto l'opportunità di valutare, gratuitamente (salvo il pagamento del professionista che le rappresenta, ad es. consulente in proprietà industriale o avvocato), in via riservata e non vincolante, se vi siano i presupposti, le condizioni e la concreta comune volontà per tentare la mediazione, e dunque decidere se aderire alla procedura in modo informato e consapevole.

ASSISTENZA TECNICA E INFORMATIVA

Nelle controversie in materia di proprietà industriale e intellettuale le parti possono (non devono) e MFSD raccomanda di partecipare alla procedura di mediazione con l’assistenza di un consulente in proprietà industriale (www.ordine-brevetti.it) o di un avvocato esperto della materia. 

E' riconosciuto come migliore prassi professionale internazionale anche per i consulenti in proprietà industriale esporre al ed esplorare col cliente metodi di risoluzione stragiudiziale delle controversie, quali la mediazione. Per ulteriori informazioni si veda la sezione 'Cooling Off' sotto-sezione 'Impegno' di questo sito.

Gli avvocati, all'atto del conferimento dell'incarico, hanno l'obbligo di informare, per iscritto e in modo chiaro, il cliente:

  • della facoltà (in caso di controversia in materia di proprietà industriale o intellettuale) di avvalersi del procedimento di mediazione e delle relative agevolazioni fiscali
  • dell'obbligo, nel caso in cui la controversia in materia di proprietà industriale o intellettuale è sorta su un rapporto regolato da un contratto nel quale è inserita una clausola che preveda il preventivo esperimento del procedimento di mediazione (o definito anche di conciliazione).
Dal punto di vista civilistico, l'informativa, sottoscritta dal cliente, deve essere allegata all'atto introduttivo dell'eventuale giudizio, pena l'annullabilità dell'incarico.

Dal punto di vista deontologico (art. 27, comma 3, Codice Deotologico Forense), l'avvocato, all'atto del conferimento dell'incarico, deve informare la parte assistita chiaramente e per iscritto della possibilità di avvalersi dei percorsi alternativi al contenzioso giudiziario, pure previsti dalla legge, pena l'applicazione della sanzione disciplinare dell'avvertimento.

Salvo diverso accordo tra avvocato e cliente, per legge (Decreto Ministero Giustizia n. 55/14), se le parti raggiungono una transazione, il compenso è aumentato di 1/4 (un quarto) rispetto a quello liquidabile per la fase decisionale, fermo quanto maturato per l'attività precedemente svolta. Mentre, l'adozione di strategie dilatorie verrà considerato dal giudice in sede di liquidazione dei compensi come un elemento negativo.

In una controversia nella quale esista una clausola di mediazione (o conciliazione) sottoscritta dalle parti, il giudice, rilevata la mancanza o carenza dell'informativa ovvero del mancato preventivo tentativo di mediazione, può anche d'ufficio informare la parte dell'obbligo di svolgere la mediazione, prima di proseguire il giudizio, sospendendo il processo e ordinando alle parti a rivolgersi ad un organismo di mediazione.

Quando l'accordo (conciliazione) è raggiunto ed è sottoscritto dalle parti e dagli avvocati costituisce titolo esecutivo. In tutti gli altri casi, l'accordo allegato al verbale è omologato su istanza di parte con decreto del Presidente del Tribunale. 

AGEVOLAZIONI FISCALI

Tutti gli atti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni altra spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura.

Il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro sino alla concorrenza del valore di 50.000 €.

In caso di successo della mediazione, le parti avranno diritto a un credito d’imposta fino a un massimo di 500 € per il pagamento delle indennità complessivamente dovute all’organismo di mediazione. In caso di insuccesso della mediazione, il credito d’imposta è di 250 €.

Nella sezione VI delle istruzioni per la compilazione delle dichiarazioni dei redditi 2014 è precisato che 
se la comunicazione (relativa al credito di imposta) è pervenuta in data successiva alla presentazione della dichiarazione dei redditi, il credito di imposta può essere indicato nella dichiarazione relativa all’anno in cui è stata ricevuta la comunicazione. 

Il credito di imposta può essere utilizzato solo dopo il ricevimento di apposita comunicazione da parte del Ministero della Giustizia. Esso deve essere indicato, a pena di decadenza, nella dichiarazione dei redditi ed è utilizzabile in compensazione, a decorrere dalla data di ricevimento della comunicazione. Le persone fisiche, non titolari di redditi d’impresa, possono utilizzare il credito in diminuzione delle imposte sui redditi.

La specifica disciplina fiscale di carattere agevolativo per la mediazione è stata confermata dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 2/E del 21/02/2014. 

PROCEDIMENTO

Dove

La mediazione si introduce con una domanda ad un Organismo, con sede nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia. Tuttavia, le parti possono scegliere anche un Organismo di Mediazione, che ha sede fuori dalla competenza territoriale del Tribunale delle Imprese (avanti il quale potrebbe svolgersi la causa), come MFSD, al quale le parti possono rivolgersi nei seguenti casi (di deroga alla competenza territoriale):

  • domanda di mediazione congiunta delle parti 
  • esistenza di una clausola contrattuale di mediazione che indichi MFSD
  • domanda di una parte e accettazione dell'altra parte dell'invito a presentarsi avanti a MFSD.

Ad esempio, le parti in lite, che vedrebbero competente il Tribunale delle Imprese di Torino o Palermo, possono rivolgersi a MFSD (con sede a Milano e Roma) per svolgere il tentativo di mediazione. La procedura si svolgerà validamente on line e/o fisicamente a Torino o Palermo, in uno dei casi precedenti e avanti ad un mediatore di Torino o Palermo, perché MFSD annoverà professionisti anche in tali città.   

La domanda, per legge, va comunque 
sempre presentata (anche on line) alla sede legale dell'organismo (Milano, nel caso di MFSD), che proporrà alle parti un profilo (CV) del mediatore e, dopo aver raccolto il consenso, ne indicherà il nominativo (e CV), luogo (se fisico, più vicino alle parti), data e ora, dell'incontro preliminare. La domanda contiene l’indicazione dell’organismo, delle parti, dell’oggetto della pretesa e delle relative ragioni. Modelli di domanda e di atti di adesione sono disponibili nella sezione Moduli di questa parte di sito.

Come

Le domande di mediazione (come gli atti di adesione della parte convocata) possono essere presentate con una delle seguenti modalità:

  • via e-mail all'indirizzo responsabile@mfsd.it o via pec all'indirizzo mfsd@legalmail.it
  • via telefax al n. 02 91471087
  • a mani, previo appuntamento via e-mail (responsabile@mfsd.it), depositando gli atti (domanda o adesione), come previsto dalla legge, solo a Milano in Via Giorgio Washington 50 (gli incontri di mediazione invece si possono svolgere presso le sedi operative di Milano o Roma, o altri luoghi concordati tra le parti e MFSD).

La Segreteria dell'Organismo rilascerà quietanza del deposito.

In caso di più domande
, la mediazione si svolgerà avanti l’organismo presso cui è stata presentata e comunicata alla controparte la prima domanda. Per determinare il tempo della domanda si ha riguardo alla data del deposito dell'istanza.

Una volta avviata la mediazione, il mediatore organizza uno o più incontri, anche a distanza (es. audio o video conferenza), mirati alla composizione della controversia.

L’accordo raggiunto con la collaborazione del mediatore è omologato dal Tribunale (di Milano, nel caso di MFSD) e diventa esecutivo in Italia e negli altri Paesi dell'Unione Europea (Danimarca esclusa).

Nel caso di mancato accordo, il mediatore, previo consenso delle parti, può fare una proposta di risoluzione della lite, che le parti restano libere di accettare o meno.

In caso di insuccesso della mediazione, nel successivo eventuale processo il giudice potrà verificare che la scelta dell’organismo non sia stata irragionevole, ad esempio per mancanza di qualsiasi collegamento tra la sede dell’organismo e i fatti della lite ovvero la residenza o il domicilio della parte invitata alla mediazione.

DURATA

Il tentativo di mediazione ha una durata massima stabilita dalla legge di 3 mesi.

Ogni causa civile ordinaria ha una pausa iniziale che va dalla notifica della citazione al convenuto alla prima udienza di 90 giorni ed è prassi consolidata che in sede di prima udienza almeno una delle parti chieda un ulteriore rinvio di 80 giorni.

La mediazione consente di svolgere il tentativo di conciliazione in parallelo rispetto all’avvio della causa in Tribunale, e quindi senza aggravio dei tempi della giustizia ordinaria.

La mediazione non è sospesa durante il periodo delle cosiddette ferie giudiziarie (dal 1° al 30 agosto).

Il tempo impiegato per lo svolgimento della mediazione non è computabile ai fini della verifica della durata ragionevole del processo. 

PROPOSTA DEL MEDIATORE 

Il mediatore formula la proposta solo se le parti concordemente lo richiedono.

Se la proposta viene formulata e non viene accettata ed il processo avanti il giudice viene iniziato o proseguito, nel caso in cui la sentenza corrisponda alla proposta, le spese del processo saranno a carico della parte che ha rifiutato ingiustificatamente la soluzione conciliativa.

RISERVATEZZA

Per legge (e non per accordo delle parti):

  • nessuna dichiarazione o informazione data dalle parti nella mediazione può essere utilizzata nel processo
  • nessuna dichiarazione o informazione data da una parte solo al mediatore può essere rivelata alla controparte, e ogni violazione viene sanzionata
  • tutte le informazioni riservate sono in ogni caso inutilizzabili in ogni successivo ed eventuale processo.

ESITO E EFFICACIA

Quando tutte le parti sono assistite da un avvocato, il verbale di accordo, sottoscritto dalle parti e dagli stessi avvocati, costituisce titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, per l’esecuzione per consegna e rilascio, l’esecuzione degli obblighi di fare e non fare, oltre che per l’iscrizione di ipoteca giudiziale. Gli avvocati attestano e certificano la conformità dell’accordo alle norme imperative e all’ordine pubblico.

In tutti gli altri casi, l’accordo allegato al verbale, su istanza di parte, è omologato dal tribunale, e costituisce titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, per l’esecuzione in forma specifica, oltre che per l’iscrizione di ipoteca giudiziale.

L'accordo e il relativo verbale di conciliazione raggiunto nel corso di un procedimento di mediazione in Italia può avere efficacia esecutiva in un altro Stato membro dell'Unione Europea, Danimarca esclusa (detto anche riconoscimento automatico o libera circolazione europea), se viene omologato dal giudice italiano e se l’obbligo non adempiuto ha ad oggetto il pagamento di una somma di denaro.

RAPPORTI COL PROCESSO

Anche nei casi di mediazione è sempre possibile richiedere al giudice i provvedimenti che, secondo la legge, sono urgenti e indilazionabili.

Il giudice, anche in appello, valutata la natura della causa, lo stato dell'istruzione e il comportamento delle parti, può invitare alla mediazione. Si tratta della cosidetta mediazione delegata (dal giudice) o detta anche endoprocessuale.

GLI EFFETTI SULLE SPESE PROCESSUALI

La mediazione può influire anche sulle spese del successivo processo.

Al termine del processo civile, si possono verificare, tra gli altri, i seguenti 2 casi: la decisione del giudice corrisponde o non corrisponde alla proposta del mediatore. 

Se il provvedimento del giudice corrisponde interamente al contenuto della proposta conciliativa, il giudice può:

  • escludere la restituzione delle spese della parte vincitrice che ha rifiutato la proposta, relativamente al periodo successivo alla stessa, e 
  • condannarla al pagamento delle spese processuali della parte soccombente riferite al medesimo periodo, nonché al pagamento del contributo unificato e al pagamento dell’indennità spettante al mediatore (e all’esperto, se nominato).

Se invece il provvedimento che definisce il giudizio non corrisponde interamente al contenuto della proposta, il giudice, se ricorrono gravi ed eccezionali ragioni, può escludere la ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice per l'indennità corrisposta al mediatore e per il compenso dovuto all'esperto. 

Dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione, il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio. 

Quando la mediazione è condizione per agire in giudizio (mediazione obbligatoria), il giudice condanna la parte costituita, che non partecipa al procedimento senza giustificato motivo, al pagamento di una somma pari al contributo unificato.


PATROCINIO A CARICO DELLO STATO

I costi della mediazione sono a carico dello Stato per i soggetti che avrebbero beneficiato del gratuito patrocinio nel giudizio in tribunale (soggetti meno abbienti):

  • quando la mediazione è condizione per agire in giudizio (mediazione obbligatoria), ovvero 
  • quando la mediazione è disposta dal giudice (mediazione delegata).

A tal fine, la parte deve depositare presso l’organismo dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, la cui firma può essere autenticata dal mediatore. 

VIDEO 

Qui sotto in alto a sinistra, 'Mediazione', 'Le parole del nuovo millennio', progetto dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani e di Rai Educational, Prof. Antonio Carratta, Università di Roma Tre. (Treccani Channel).

In alto a destra, il video illustrativo dello stato della giustizia civile italiana basato sul rapporto 'Doing Business 2011' della Banca Mondiale.

In basso a sinistra, il video del seminario organizzato a Ostia, nel quale il dr. Massimo Moriconi, magistrato dirigente del Tribunale di Ostia (sezione distaccata di Roma), ha dichiarato che "il successo della mediazione è affidato ad una serie di fattori, in particolare: qualità elevata degli Organismi di mediazione, collaborazione degli avvocati con l'organismo del Mediatore, impulso alla mediazione stessa da parte del giudice, preferenza concettuale dello strumento della mediazione delegata rispetto a quella obbligatoria, incontri periodici per l'elaborazione di protocolli operativi fra i vari soggetti che operano nel procedimento ...". Il dr. Moriconi si è distinto per una serie di pronunce in tema di mediazione, alcune delle quali sono disponibili nella sezione Giurisprudenza.

DOCUMENTI

Vademecum - Protocollo
sulla mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali redatto dall'Osservatorio Valore Prassi di Verona, in collaborazione con l'Ordine degli Avvocati di Verona. (giugno 2014).

FAQ (domande e risposte frequenti) su competenza territoriale dell'Organismo di Mediazione, assistenza tecnica, primo incontro e accordo conciliativo (Consiglio Nazionale Forense - ottobre 2013).

Scheda
dei dati di MFSD tratti dal registro degli organismi di mediazione, così come sono pubblicati on line sul sito Internet del Ministero della Giustizia.

Le considerazioni e informazioni qui sopra esposte sulla mediazione nelle controversie in materia di proprietà industriale sono state raccolte e pubblicate anche sulla rivista Organi di Trasmissione, numero di gennaio 2013, edita da Tecniche Nuove S.p.A., in un articolo dal titolo La mediazione nelle controversie, scritto da Pierfrancesco C. Fasano, Responsabile della Procedura di Mediazione di MFSD. 

© riproduzione riservata

ultima modifica: 05.07.16 ore 17:01

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Ministero della giustizia. dettaglio organismi di mediazione
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Protocollo sulla mediazione
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