Rivista di Diritto e Pratica della Risoluzione delle Controversie in materia di Proprietà Industriale
Anno 1 - Numero 0
Number 0

Cooling Off, Intelletcual Property Alternative Dispute Resolution Law & Practice Review (IP ADR LP), is a international peer-reviewed journal dedicated to intellectual property law and practice. Published quarterly, coverage includes:

  • the full range of substantive Alternative Dispute Resolution (ADR) Intellectual Property (IP) topics;
  • practice-related matters such as conflict resolution methods and procedures, negotiation, settlements, mediation and arbitration, and other ADR issues;
  • relevant aspects of related subjects such as civil procedure law and practice.

Edited by MFSD - Italian Mediation and Arbitration Center, the journal also draws upon the experience and insights of a series of expert Editorial Boards, with members drawn from both practice and academia across Europe and abroad and IP ADR key jurisdictions.

Distinctive aspects of the journal's approach are:

  • the highest standards of analysis, applied both to the latest developments as well as in more reflective survey articles;
  • content chosen for its practical relevance;
  • concise and accessible presentation;
  • material made available online and printed copies.

The journal is specifically designed for IP lawyers, patent attorneys and trade mark attorneys both in private practice and working in industry. It is also an essential source of reference for academics specialising in IP, members of the judiciary, officials in IP registries and regulatory bodies, and institutional libraries. Subject-matter covered is of global interest, with a particular focus upon IP ADR law and practice in Europe.

Articles and shorter contributions are invited: please contact responsabile@mfsd.it to discuss ideas or request further information.

The journal is a scientific and professional publication rights reserved under the Italian copyright law. Cooling Off is a review:

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Indice del numero zero.

L'Ufficio Brevetti brasiliano promuove la mediazione

di Stefano Monguzzi

Trademark Clearinghouse ICANN: ADR o metodo di prevenzione delle controversie sui domini ?
di Ivett Paulovics

Proposte di Linee Guida per il Progetto (2013) sulla Mediazione Demandata dal Giudice promosso dall'Osservatorio sulla Giustizia Civile della Corte d'Appello di Milano
di Pierfrancesco C. Fasano

Risposte ai quesiti del Libro Verde elaborato dalla Direzione Generale del Ministero della Giustizia per la consultazione pubblica (13-31 gennaio 2013) diretta alla predisposizione del Manuale di Qualità degli Organismi di Mediazione
di Pierfrancesco C. Fasano 

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Uffizi.it ri-assegnato alla Galleria degli Uffizi
Milano, 2 luglio 2013. La Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Firenze reclama la ri-assegnazione del nome a dominio contenente la parola "Uffizi" corrispondente alla nota Galleria degli Uffizi, uno dei più antichi e famosi musei. Il Registrante è Uffizi Sas. Stefano Monguzzi, Responsabile della Procedura, verifica la ricevibilità del reclamo. Ricevuto il reclamo, il registrante ha depositato la propria replica. MFSD ha nominato Esperto, l'Avvocato Angela Di Pisa, che ha accettato, per la decisione del caso. L'Esperta ha ordinato la ri-assegnazione (trasferimento) del dominio da Uffizi Sas alla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Firenze. Leggi in allegato la decisione. © Riproduzione riservata. Video: Gli Uffizi, il capolavoro di Giorgio Vasari (Treccanichannel.it).

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Domini: diritto e pratica - Corso 7 aprile 2017. Ultimi posti.
Milano, 10 gennaio 2017. Ad oltre 30 anni dalla registrazione dei primi nomi a dominio, questi ultimi sono e restano poco o nulla conosciuti dai professionisti del diritto (avvocati e consulenti in proprietà industriale). Nel pieno della quarta rivoluzione industriale, la conoscenza del nome a dominio, inteso come strumento informatico e segno distintivo, assume la valenza di aggiornamento formativo professionale rilevante, se all’elaborazione teorica si coniuga la prassi applicativa e le esercitazioni pratiche

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La nuova tutela dei marchi della moda in Internet. Corso.
Milano, 19 gennaio 2016. Lo scorso 16 dicembre l'ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers - ente di governo mondiale di Internet) ha incaricato MFSD quale ente, primo in Europa, a gestire le procedure d'urgenza nelle dispute sui nuovi domini generici (ad es. .club, .shoes, .website, .style, .vip, ecc.).

Qui il comunicato: https://www.icann.org/news/announcement-2-2015-12-16-en

La URS (Uniform Rapid Suspension System) è una procedura creata per fornire ai titolari di un marchio un meccanismo di tutela dei diritti rapido ed a basso costo, utile nei casi più eclatanti di illecita registrazione o accaparramento di tali domini (cybersquatting).  

Con tale occasione MFSD inaugura un ciclo di incontri formativi, dalla formula agile (sullo stile degli Educational Coffee Hours) e dal taglio settoriale pratico e intensivo, dedicati ai nuovi e in costante evoluzione mezzi di tutela dei marchi e dei domini nella Rete.

Il primo incontro avrà ad oggetto: '.fashion, .moda, .luxury, .boutique, .clothing - La nuova tutela dei marchi della moda in Internet'.

Destinatari: in-house del dipartimento legale/IP delle imprese della moda e accessori, consulenti in proprietà industriale (sezione marchi) ed avvocati che svolgono attività di consulenza per le imprese della moda e accessori.

Data: Venerdì 29/01/2016 dalle ore 14 alle ore 15.
Luogo: Via Montenapoleone 8 - Milano (MM3 Montenapoleone) presso Segretaria 24 Srl Business Center
Numero dei partecipanti: 15
Costo di partecipazione: Euro 24,40, IVA compresa.
Metodo di pagamento: bonifico bancario a seguito della conferma dell'iscrizione ed entro la data dell'evento alle seguenti coordinate bancarie: beneficiario: MFSD srl, banca: Credito Valtellinese - Agenzia n. 14 Milano, IBAN: IT02F0521601619000000003669, BIC SWIFT: BPCVIT2S
Metodo di iscrizione: inviare e-mail entro e non oltre il 22 gennaio 2015 all'indirizzo responsabile@mfsd.it, specificando nome, cognome, nome della società e ruolo ricoperto oppure nome dello studio, eventuale appartenenza all'Ordine degli avvocati o dei consulenti in proprietà industriale

Relatori:
Pierfrancesco C. Fasano - Responsabile dell'Organismo di Mediazione e Responsabile Scientifico dell'Ente di Formazione
Stefano Monguzzi - Responsabile della Procedura di Riassegnazione dei Domini .it
Ivett Paulovics - Responsabile della Procedura di Sospensione Urgente dei Nuovi Domini Generici

Programma: l'assegnazione dei domini della moda e il rapporto con i marchi celebri, come depositare un reclamo, una replica, visione della piattaforma di MFSD, tempi e costi dell'URS, UDRP e URS a confronto, il rapporto con la mediazione, case study di marchi celebri, domande e risposte. 

Verrà rilasciato un attestato di partecipazione. L'evento, ove accreditato dall'Ordine dei Consulenti in Proprietà Industriale, potrà essere valido ai fini della formazione continua, e sarà altresì valido ai fini dell'aggiornamento dei mediatori.

Link di interesse:
Sito di MFSD dedicato alle procedure URS: https://urs.mfsd.it
Sito ICANN relativo alla URS: http://newgtlds.icann.org/en/applicants/urs

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MFSD è Centro ICANN di risoluzione rapida dispute domini
Milano, 16 dicembre 2015. ICANN ha annunciato oggi di aver firmato un Memorandum of Understanding con MFSD accreditando MFSD come nuovo Centro di Risoluzione Rapida delle controversie sui nuovi domini generici (cosidetti new generic Top Level Domains). L'Uniform Rapid Suspensione (URS) è un meccanismo di tutela dei diritti che facilita la rapida sospensione dei nomi a dominio in casi di evidenti violazione del marchio: essa è destinata a integrare l'Uniform Dispute Resolution Policy (UDRP), e cioé la procedura di riassegnazione sui domini generici classici (es. com, .net, etc.), offrendo un costo più basso, e quindi una via più breve alla risoluzione stragiudiziale della controversia nei casi evidenti di contraffazione.   

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Nutrire il mondo, tutelare la qualità: convegno a Milano
Milano, 18 maggio 2015. Nutrire il mondo, tutelare la qualità. Marchi individuali e collettivi e denominazioni d'origine per un agroalimentare di qualità nel mondo globalizzato. Convegno organizzato da AIPPI Italia e Ordine dei Consulenti in Proprietà Industriale, con il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico, della Commissione Europea, del Comune di Milano, della Regione Lombardia. Milano, 20 e 21 maggio 2015, Sala Biagi, Palazzo Lombardia, Via Melchiorre Gioia 37. MFSD ha promosso la IV sessione 'Internet e la tutela dei segni geografici', 21 maggio, dalle ore 9:45. Ingresso gratuito, previa registrazione. Evento accreditato dall'Ordine dei Consulenti in Proprietà Industriale e dall'Ordine degli Avvocati. Nella foto, da sinistra a destra, Maciej Tomaszewski (Policy officer – International, Internet Governance Task Force, DG Connect Unit 1), Maura Gambassi (Dirigente del Ministero dello Sviluppo Economico), Rita Rossi (Responsabile Ufficio Legale del Registro .it) e Pierfrancesco C. Fasano (Responsabile dell'Organismo di Mediazione di MFSD)

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1 reclamo per 1000 domini anche sul .it ?
Milano, 10 marzo 2015. Sempre più frequentemente i cybersquatters prendono di mira i grandi marchi, registrando domini che hanno nomi simili o contengono al loro interno il cuore stesso del marchio, con evidente danno commerciale o semplicemente di immagine per il Brand.

Ciò induce tutti i soggetti che tale marchio devono tutelare ad alzare ogni giorno il livello di azione e di contrasto, con attività di monitoraggio e prevenzione che mirano ad impedire sul nascere ogni tentativo di utilizzo da parte di terzi non autorizzati.

Frutto di tale attività è una recentissima decisione Wipo (Case No. D2014-2015), che ha riassegnato ad ebay, società di shopping ed aste on line nota a livello mondiale, più di mille nomi a dominio registrati sotto i top level domains .net e .com, contenenti il marchio ebay seguito da tre numeri, registrati da due soggetti di nazionalità cinese, con il comune intento di utilizzarli a scopi commerciali senza l’autorizzazione del legittimo proprietario del marchio.

La reclamante ha richiesto che le contestazioni per nomi di dominio detenuti da due diversi registranti, fossero trattate congiuntamente in un reclamo unico, ai sensi dell’art. 10 lett.e delle regole UDRP (A Panel shall decide a request by a Party to consolidate multiple domain name disputes in accordance with the Policy and these Rules).

E’ una norma generica, che parla in generale della possibilità di trattare congiuntamente più procedure introdotte dallo stesso reclamante.

In ossequio agli orientamenti comuni degli esperti WIPO sulle principali questioni procedurali e sostanziali, può essere proposto un singolo reclamo contro diversi registranti quando i nomi di dominio o siti web sono sottoposte ad comune controllo, e la comune trattazione  appare  giusta ed equa per tutte le parti.

Nel caso in questione la reclamante ha fornito prove che hanno dimostrato come i registranti avessero la stessa entità o quantomeno agissero in concerto con un disegno comune o sotto controllo comune.

Il Registrar era la stesso per tutti i nomi di dominio, vi erano sono somiglianze degli  indirizzi e-mail dei registranti, i server dei nomi di dominio erano identici, così pure i formati dei nomi di dominio, che erano stati  tutti registrati su il 4 agosto 2014 o 5 agosto 2014 e erano entrambi collegati da tre identici design di sito web.

Per tale motivo l’esperto ha accettato la richiesta, trattando in un unico procedimento le contestazioni e disponendo il trasferimento di tutti i nomi a dominio oggetto dello stesso.

Partendo quindi da una norma generica l’elaborazione giurisprudenziale di vari providers (nel caso sopra esaminato WIPO) ha portato ad ammettere, oltre la riunione di più procedimenti da più reclamanti avverso un unico resistente (nel caso vi sia una comune doglianza avverso il resistente o questi abbia tenuto un comportamento che lede entrambi reclamanti)  anche la possibilità di riunire più procedimenti  nei confronti di diversi registranti (nel caso in cui i nomi di dominio o siti web oggetto dei reclami siano soggetti ad un loro comune controllo).

E di tale orientamento sembra averne preso atto ICANN nell'elaborazione delle  successive regole per i nuovi gTLD (vedi in particolare la nuova URS Procedure (1.1.3: One Complaint is acceptable for multiple related companies against one Registrant, but only if the companies complaining are related. Multiple Registrants can be named in one Complaint only if it can be shown that they are in some way related). 

Anche per il  nostro ccTLD .it è prevista un’analoga procedura di trattazione riunita di più contestazioni.

In questo caso la norma è meno generica dato che l’art. 4.10 ultimo comma Regolamento Risoluzione Dispute prevede che “Il Collegio può disporre su richiesta di una delle parti la riunione di più procedure di riassegnazione pendenti innanzi al medesimo PSRD fra le stesse parti in relazione a diversi nomi a dominio”.

Applicando i principi generali del nostro ordinamento giuridico per l’interpretazione delle norme dovremmo riferirci al significato letterale della norma, in questo caso restrittivo.

Ma è ben nota la genesi di tali norme, mutuate da quelle UDRP, e spesso gli esperti italiani per interpretarle hanno attinto alla giurisprudenza in materia di UDRP.

Nella attesa che le nostre norme vengano aggiornate tenendo conto dell’evoluzione delle nuove regole predisposte da Icann, è da ritenersi che gli esperti italiani ben possano, come sempre fatto, decidere caso per caso, eventualmente aderendo a tali precedenti giurisprudenziali nel solco di quanto già accaduto.

Compito invece di colui al quale la tutela del marchio è affidata sarà quello di monitorare costantemente i database dei vari Registri dei nomi a dominio, a seconda del mercato di interesse, per intervenire immediatamente avviando le necessarie procedure per ottenere blocco e/o restituzione del nome a dominio registrato da terzi, onde evitare che il suo utilizzo danneggi economicamente o leda in qualsiasi altra maniera il soggetto che detiene il diritto legittimo all’uso dello stesso.

Stefano Monguzzi

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Tecniche di Negoziazione in Mediazione (Corso 18-19 maggio)
Milano, 6 marzo 2015. 'La maggior parte delle negoziazioni sono vinte o perse anche prima che la discussione cominci, dipendendo dalla qualità della preparazione' (Superare il NO, Willian Ury). Negoziatori si può nascere ma si può anche diventare o migliorare. La carenza di preparazione aumenta il rischio che le parti non raggiungeranno una soluzione alla controversia, o che qualsiasi soluzione raggiungeranno fallirà su uno o più punti essenziali a massimizzare il risultato per il cliente. Realizzare tutti i vantaggi di una negoziazione in una mediazione su un bene immateriale dipende dalla consapevolezza del consulente in proprietà industriale e del cliente di investire tempo, attenzione e sforzi nella preparazione della negoziazione nella mediazione stessa. Qual è il vero obiettivo del vostro cliente ? Quando negoziare per mediare ? Dove ? In che modo ? E per quanto tempo ? Come reagire alle variabili ? Chi far sedere al tavolo negoziale col mediatore ? Come rappresentare il proprio punto di vista ? A queste e molte altre domande risponderà il corso, che si svolgerà a Milano l'8 e 9 aprile 2015 (4 ore al mattino) e che ha lo scopo di fornire ai consulenti in proprietà industriale (sezione marchi) adeguate e sufficienti tecniche di negoziazione nella mediazione (IP Mediation Advocacy). E’ in programmazione un separato corso per Consulenti in Proprietà Industriale (sezione Brevetti). Per informazioni sul programma, costo e formatori, in allegato troverete la presentazione. 

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Scegliere il 'giusto' mediatore in materia di PI
Milano, 23 febbraio 2015. In un precedente articolo dal titolo 'Perché e quando mediare un contenzioso brevettuale ?' abbiamo esplorato l'importanza della tempistica della mediazione di una controversia di proprietà intellettuale. Mediare troppo presto potrebbe significare avere troppo poche informazioni per consentire una transazione consapevole della controversia. Mediare troppo tardi potrebbe significare spese inutili e posizioni irrigidite. Abbiamo poi esplorato come la natura e la fase della controversia potrebbe aiutare ad assumere una decisione sulla migliore tempistica per transigere.
            
Una volta che avete deciso di mediare, è necessario essere d'accordo con le controparti sul mediatore. Il mediatore per la vostra controversia in Proprietà Industriale (PI) deve essere non solo giuridicamente e tecnicamente competente, ma anche abile nel condurre mediazioni.
            
Uno dei ruoli del mediatore è quello di aiutare le parti a testare ed esplorare la propria posizione sul probabile esito del caso e la forza delle loro posizioni. Un mediatore con una vasta esperienza in questioni di PI sarà in grado di capire i problemi e aiutare le parti a valutare le loro posizioni. In una controversia brevettuale, per esempio, un mediatore esperto in diritto industriale sarà in grado di comprendere le differenze di opinione nella materia tecnica di riferimento, lo stato dell'arte precedente, le argomentazioni tecniche basate sulla indeterminatezza, la mancanza di rivendicazione o di descrizione, e una serie di altre questioni tipicamente derivante in una controversia brevettuale. Allo stesso modo, un mediatore che ha avuto un'effettiva esperienza in una controversia su marchio, ha rappresentato un cliente avanti la Commissione di Ricorso o la Commissione d'Appello dell'UAMI o ha svolto l'incarico di consulente tecnico di parte (CTP) o la funzione di Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU) è in una posizione di gran lunga migliore per aiutare le parti a valutare i punti di forza e di debolezza delle loro posizioni e di arrivare a una soluzione ragionevole e consapevole. Un mediatore che non ha avuto queste esperienze può avere difficoltà a comprendere le posizioni delle parti.
            
E' anche fondamentale che il mediatore abbia notevoli capacità di mediazione. I mediatori sono in genere necessari per scoprire, capire e valutare le motivazioni delle parti, la psicologia e altri fattori umani che stanno alla base del contenzioso e della transazione. Dopo tutto, le parti vengono coinvolte in controversie non per soddisfare qualche principio giuridico astratto, ma a causa dei loro interessi e della loro visione della correttezza. Tecnicalità, legge e fattore umano della controversia rappresentano caratteristiche fondamentali nella selezione di un mediatore. Ma è necessario chiederle all'Organismo di Mediazione. Il miglior servizio al vostro cliente è identificare e utilizzare un mediatore che può portare conoscenza ed esperienza in tutti questi settori per agevolare la soluzione della controversia in senso a voi favorevole. Più esperienza e abilità lui o lei hanno nell'aiutare le parti e il lavoro dei loro rappresentanti (consulenti in proprietà industriale o avvocati) in tutti i problemi e le dinamiche in atto, più è probabile che la mediazione sarà un successo.
            
Naturalmente, la scelta del mediatore non spetta solo a voi. E' una scelta condivisa con l'altra parte in mediazione. Di solito sarà necessario concordare la nomina del mediatore con il rappresentante dell'altra parte (Consulente in PI o avvocato), anche se in caso di contrasto e se richiesto da entrambe le parti, l'Organismo di Mediazione (OdM) può scegliere il mediatore per voi. Nel decidere chi proporre come mediatore o valutare le proposte della controparte per i mediatori sarà fondamentale concentrarsi sulla competenza ed esperienza nella materia della controversia e nelle tecniche di mediazione. Proporre un mediatore che ha dimostrato le qualità rende ancora più probabile che la controparte sarà d'accordo con la tua indicazione.

Pierfrancesco C. Fasano

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12 + 6 + 7 = 2014
Milano, 15 gennaio 2015. C'eravamo lasciati all'inzio 2014 pensando ad un 'intenso 2013' e presagendo un 'promettente 2014'. E così è stato. Nel febbraio 2014 MFSD ha promosso e organizzato, in collaborazione con l'InterGruppo Vini del Parlamento Europeo un seminario internazionale dal titolo 'Geographical Indications (GIs) in the new Internet scenario', patrocinato da Expo Milano 2015 e sponsorizzato da MarkMonitor; seminario al quale hanno partecipato relatori della Commissione Europea, del Ministero dello Sviluppo Economico e EuroParlamentari, tutti impegnati nella tematica tuttora calda della protezione delle indicazioni geografiche nel lancio dei nuovi fomini generici, cogliendo solo lo spunto dalla polemica sui domini .wine e .vin. Nel frattempo, i segnali positivi percepiti a fine 2013 nell'incremento costante e progressivo delle procedure di ri-assegnazione dei domini .it sono stati confermati: 1 procedure al mese, per un tolare di 12 procedure. Abbiamo poi anche amministrato le prime procedure di mediazione e non si è fatta attendere la prima conciliazione in una controversia in materia di marchio tra un impresa lombarda ed una sarda, seguita dalla prima controversia transnazionale tra un impresa britannica ed una italiana in materia di dominio e a fine anno un'ultima mediazione con conciliazione tra 3 imprese in materia di marchio. Totale 6 mediazioni, delle quali 3 negative e 3 concliate. 

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La montagna e il topolino. Le modifiche alle dispute .it
Milano, 3 novembre 2014. Sono entrate in vigore oggi le nuove versioni del Regolamento Risoluzione delle dispute nel ccTLD .it e delle Linee Guida per la risoluzione delle dispute nel ccTLD .it (vedi sezione 'Riassegnazione Domini' - 'Regole'). Poche le modifiche sostanziali del Regolamento per la Risoluzione delle dispute. In particolare, viene richiamata l'attenzione sui concetto di 'giorni' che, se non diversamente specificato, sono sempre lavorativi e sulla possibilità per i PSRD di ricorrere al corriere espresso per l'invio del reclamo all'estero (ecco la montagna). La nuova formulazione dell’art.4.4 prevede che 'Nel caso in cui il reclamo debba essere inviato all'estero e sia stata eseguita la comunicazione del reclamo nei modi anzidetti senza che dopo 2 (due) mesi sia pervenuta prova della ricezione o di tentata consegna al Resistente, il PSRD può reinviare ricorso e documentazione al Resistente per corriere'Prendiamo atto della volontà di risolvere il problema delle notifiche all’estero, che spesso hanno provocato ritardi o problemi dovuti al fatto che in alcune nazioni le cartoline di avviso di ricevimento non vengono utilizzate, con difficoltà quindi ad ottenere la prova dell’avvenuta consegna al resistente. Una volta però ammesso giustamente l’uso del corriere, sarebbe forse stato il caso di estenderlo a tutte le notifiche (Italia ed estero) sin da subito, senza dover attendere 2 mesi il tentativo di consegna a mezzo racc a.r.: ed ecco il topolinoQuesto per non inficiare la celerità del procedimento. Non sarebbe forse stato utile (sulla scia della buona prassi della consultazione pubblica) convocare od informare prima i cinque Prestatori del Servizio di Risoluzione delle Dispute attualmente accreditati onde ottenere un parere, seppur non vincolante, da parte di chi utilizza le regole e si trova sul campo ad affrontare le problematiche che si verificano utilizzandole ?

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51° ICANN Meeting. Los Angeles è la Città degli Angeli.
Los Angeles, 16 ottobre 2014. Contrariamente alla credenza popolare secondo la quale il nome originale di Los Angeles era El Pueblo de Nuestra Senora La Reina de Los Angeles de Porciuncula (La Città di Nostra Signora Regina degli Angeli di Porciuncula), gli studiosi hanno accertato da documenti ufficiali del governatore Felipe de Neve, comandante Generale de la Croix e Viceré Bucareli, che l'insediamento è stato semplicemente nominato El Pueblo de la Reina de Los Angeles (la Città della Regina degli Angeli). Di qui sembrerebbe derivato l'appellativo 'Città degli Angeli'.

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Nuovi domini. La procedura d'urgenza. Corso di formazione.
Milano, 1° ottobre 2014. La continua approvazione e la crescente offerta in vendita dei nuovi nomi a dominio generici (new gTLDs) ha creato spazi e opportunità di comunicazione ma anche nuovi rischi per i titolari di segni distintivi. E' per questo che MFSD, dopo il seminario organizzato a Milano lo scorso febbraio in collaborazione col Parlamento Europeo sul tema (ancora) caldo della tutela delle indicazioni geografiche nel lancio dei nuovi domini (ricordate il .wine e il .vin ?), ha progettato e organizzato per il 4 dicembre 2014 un corso che ha per oggetto proprio il sistema di creazione e lancio di tali domini e le forme di prevenzione e gestione delle controversie: dalla Trademark Clearing House (TMCH) fino alla procedura d'urgenza di sospensione (Uniform Rapid Suspension - URS), anche nella sua fase d'appello, che tanto successo sta riscuotendo all'estero ma ancora poco conosciuta e usata in Italia e in Europa. Relatori saranno Pierfrancesco C. Fasano (avvocato e arbitro nelle dispute domini), che illustrerà le caratteristiche, la creazione, lo stato dell'arte e evoluzione dei nuovi domini generici, con uno sguardo anche alla strategia di tutela, incluso il rapporto con la mediazione e altre tecniche di tutela; Stefano Monguzzi (avvocato e responsabile per MFSD della procedura di riassegnazione dei domini .it), che chiarirà funzionamento ed efficacia della TMCH; Ivett Paulovics (avvocato, esperto della procedure di riassegnazione sotto diversi ccTLD e di URS), che illustrerà procedura, tempi e costi della procedura d'urgenza di sospensione, anche in appello. Nel corso sarà privilegiato l'aspetto pratico. Sede del corso sarà l'Hotel Concorde, Sala Rubino, a Milano, in Viale Monza 132. La durata è di n. 4 ore dalle 9 alle 13. Costo: 40 €, più IVA. E' stata presentata domanda di accreditamento all'Ordine degli Avvocati di Milano.  

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Il Giardino delle Vergini della Giustizia (in)Civile
Milano, 29 settembre 2014. La sede centrale della Università Cattolica di Milano in Largo Gemelli è composta da alcuni dei più splendidi e antichi edifici del capoluogo lombardo, trai quali spicca un Edificio monumentale, con 2 chiostri bramanteschi. Nella sede è anche presente un giardino (il giardino di Santa Caterina d'Alessandria), il cui accesso è consentito, per tradizione, solo alla studentesse. Per questo motivo è appellato 'Il Giardino delle Vergini'. Per chi, come me, ha studiato e vissuto quei luoghi, il Giardino delle Vergini incusiorsiva, evocava mistero e suscitava un irrefrenabile desiderio di entrare in quel gineceo. Una volta furtivamente entrati e tosto ripresi dal bidello di turno (custode vigile dell'illibatezza), se ne comprendeva l'assoluta vacuità di un divieto ottocentesco, del quale tuttavia anche noi (i violatori) d'improvviso ne diventammo convinti assertori e difensori.
 

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7 modi per mediare con successo - Webinar gratuito
Milano, 17 settembre 2014. Wolters Kluwer Law & Business (Olanda), in collaborazione con MFSD, ha organizzato un webinar gratuito che si terrà Mercoledì 24 settembre alle 15:00 BST. (New York - 10:00 / Londra - 03:00 / 04:00 Amsterdam). Lingua: ingleseDurata: 1 ora. Eric Galton del Lakeside Mediation Center e Jeffrey Krivis del First Mediation Corporation, Mercoledì 24 Settembre alle 15:00 PM BST, terranno un esclusivo webinar dal vivo. Durante questo webinar, Jeffrey e Eric vi diranno come preparare meglio la vostra prossima mediazione e offrire 7 modi per gestire con successo la vostra prossima mediazione. Per le biografie dei formatori e le iscrizioni vai a: 

http://view6.workcast.net/register?pak=5357556032258636&referrer=MFSD

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La riforma della giustizia civile è un ice bucket challenge
Milano, 1° settembre 2014. Post siparietto del gelato (Grom, pagato da Renzi 1000 € per 5 kg) nel cortile di Palazzo Chigi per rispondere all'irriverente copertina dell'Economist), eravamo lì, tutti, pronti e speranzosi a guardare la conferenza stampa (video qui sotto), certi dell'avverarsi del promesso big bang della riforma della giustizia civile italiana. E invece. Invece, sono stati sempre annunciati, dopo le linee guida offerte alla consultazione pubblica agostana (alla quale MFSD ha risposto con il documento sulla valorizzazione della mediazione delegata dal Tribunale delle Imprese, punto 3 delle linee guida), 1 decreto legge e 3 disegni di legge delega, che vedranno la luce, se tutto fila liscio, tra 18 mesi (sempre annunciati). 


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Perché e quando mediare in un contenzioso brevettuale ?
Milano, 21 agosto 2014. Il contenzioso sui brevetti può essere estremamente costoso e richiede tempo. Un caso di violazione di brevetto anche di complessità modesta può costare migliaia di euro, talvolta milioni se attivato in più Stati. Allo stesso tempo, un contenzioso prolungato può danneggiare le strategie di sviluppo del business dell'azienda, mentre importanti diritti di proprietà intellettuale sono in scadenza o in negoziazione per lo sfruttamento tramite licenza. 

L'esito del contenzioso brevettuale è sempre incerto. Questa incertezza è insita in ogni valutazione anche se tecnica.

Per questi motivi, è spesso auspicabile cercare un'alternativa al processo contenzioso. La mediazione è un metodo sempre più ben accettato di risoluzione delle controversie e di una alternativa al contenzioso. La procedura di mediazione coinvolge le parti in lite e un mediatore imparziale per facilitare un processo di negoziazione. Questo processo differisce da contenziosi in diversi aspetti. 

A differenza del contenzioso, il processo di mediazione è riservato. Pertanto, le parti sono più in grado di esplorare le opzioni e lo scambio di informazioni che è possibile nel contesto di contenzioso brevettuale avanti ad un giudice. Allo stesso tempo, le parti possono fornire informazioni al mediatore di fiducia. Il procedimento e la condotta della mediazione stessa è riservata e non ammissibili come prova in una causa. E' anche possibile per le parti di raggiungere accordi per proteggere importanti informazioni tecniche proprietarie (cosiddetto know how). 

Il processo è informale e può essere facilmente adattato alle esigenze delle parti. Durante il processo di mediazione le parti possono incontrarsi assieme al mediatore (sessioni congiunte) o possono incontrarsi individualmente con il mediatore (sessioni individuali). E' preferibile una risoluzione negoziata/mediata della controversia in una singola sessione, tuttavia questo non è sempre possibile. In questo modo, la mediazione può continuare per telefono o in ulteriori sessioni in presenza personale, fino a quando le parti sono disposte a partecipare. Ciò fornisce flessibilità e permette le parità di condurre ulteriori indagini o sviluppare ulteriori fatti come necessario per risolvere la controversia. 

La mediazione riunisce tutte le parti e gli avvocati o consulenti in proprietà industriale. Questa è un'occasione preziosa durante il contenzioso. Durante una causa tutte le parti raramente si trovano a confrontarsi direttamente, semmai col filtro dei loro rappresentanti professionali (consulenti in proprietà industriale o avvocati). Quando una mediazione è condotta, le parti e gli avvocati si sono riuniti per uno scopo specifico: sviluppare una soluzione della controversia. Pertanto, la procedura di mediazione tende a ottenere una qualità e quantità di informazioni e dati non raccolti altrimenti durante il contenzioso, per ragioni di strategia aziendale e quindi riservatezza. 
 
In mediazione più opzioni sono a disposizione per raggiungere una risoluzione. Generalmente un tribunale ha un numero limitato di modi per rendere una decisioni alle parti. Queste includono generalmente il risarcimento pecuniario e un provvedimento ingiuntivo. In mediazione è possibile per le parti esplorare altri mezzi di risoluzione. Ad esempio, nelle azioni di licenza di brevetto e di contraffazione, è possibile esplorare licenze incrociate, cessioni di tecnologia, negoziare royalty o acquisizione e fusioni, i quali potrebbero essere oltre la portata di una decisione di un giudice


Le parti devono considerare con attenzione quando nel processo contenzioso intraprendere una mediazione. E' probabilmente utile per il contenzioso che esso sia pienamente in corso e tutte le parti abbiano nominato i propri rappresentanti professionali, prima che ci sia un tentativo di mediare. Questioni come la violazione di un brevetto e di validità dovrebbero essere sviluppati in misura sufficiente a consentire alle parti di valutare il caso. Ciò richiede in genere approfondimenti tecnici e valutazioni da effettuarsi prima della mediazione. Pertanto, non può essere produttivo mediare molto presto nel processo di contenzioso brevettuale. 

Allo stesso tempo, può anche essere importante non aspettare troppo a lungo prima di condurre la mediazione. Se esiste un problema di violazione di brevetto o di validità, le parti ritengono che i danni lamentati sono completamente sorti e le parti stesse sono pronte per il processo, può sussitere un atteggiamento che vede le parti altrettanto ben disposte a proseguire il processo, anziché mediare. 

Un altro problema riguarda il ruolo del mediatore in un caso di brevetto. Uno dei vantaggi della mediazione è che le parti possono scegliere un mediatore che ha competenza nei settori giuridico e tecnico in corso contestati. In un caso di brevetto, il mediatore può essere un consulente brevettuale esperto con competenze tecniche specifiche nel settore in questione. Il mediatore può quindi utilizzare questa esperienza per coinvolgere le parti in modi che non siano possibili per un giudice. Il mediatore è in grado di far emergere alcune delle posizioni nascoste delle parti su questioni legali o tecniche. Poiché tale approccio può essere tenuto può essere tenuto in un incontro-confronto individuale o congiunto con il mediatore è possibile per le parti riconoscere una debolezza nella loro posizione senza nulla perdere con l'altra parte. Tutti questi strumenti e strategie possono facilitare la risoluzione del caso di brevetto.

Ecco perché la mediazione in materia di brevetti è in grado di fornire alle parti una valida alternativa al contenzioso.

Pierfrancesco C. Fasano - Riproduzione riservata 
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Riassegnazione domini .it. Costi su misura e a misura di crisi.
Milano, 9 luglio 2014. Quando si introduce una causa avanti ad un giudice lo Stato italiano chiede a chi agisce il pagamento di un costo (a parziale compensazione delle spese di gestione, denominato infatti 'contributo') sulla base del valore della controversia e non della natura dell'attore o ricorrente, non distinguendo se chi agisce sia una società per azioni o una persona fisica o un ente non profit. Se agisci e dichiari un determinato valore della controversia dovrai pagare un determinato importo in proporzione del valore della controversia stessa. Un criterio oggettivo quindi. MFSD tenta di capovolgere l'ottica e adotta un criterio soggettivo nelle nuove tariffe per le dispute sui domini .it, approvate in data 4 luglio dal Registro. Il costo varia sulla base della tipologia e verosimilmente anche sulla base della capacità economica dell'utente: abbiamo lasciato invariato il costo (800 €) di una controversia decisa da un Esperto, se il ricorrente ha una dimensione/capacità economica ridotta, come per il caso delle persone fisiche, delle imprese individuali (nel gergo comune le ditte), degli enti pubblici (comuni, enti statali) o no profit (fondazioni, imprese sociali, etc.); leggermente aumentato il costo (€ 900) se il ricorrente è una società di persone; e € 1000 se il ricorrente è una società di capitali. Gli aumenti in questi 2 ultimi casi sono di 100 e 200 €, sostenibili e giustificabili dall'esercizio dell'attività d'impresa in forma associata. In ogni caso, costi sempre contenuti rispetto alla celerità del servizio e agli altri operatori del settore. La qualità la lasciamo apprezzare e dichiarare agli utenti. Una piccola innovazione dalla parte dell'utente. Un modello che potrebbe sperimentarsi anche nella riforma della giustizia civile. O è troppo guardare al servizio dall'ottica dell'utente e non da quella dell'ente che eroga il servizio ? Costi pensati in modo sartoriale e con un occhio alla crisi, sempre mordace. [Riproduzione riservata]   

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50° Incontro dell'ICANN a Londra. La versione di MFSD.
Londra, 25-26 giugno 2014. Una fresca e ventilata Londra ha accolto anche MFSD, in occasione del 50° meeting dell'ICANN (Internet Corporation for Assigned Numbers and Names), l'ente di governo di Internet a livello mondiale. Oltre 3000 i partecipanti, un record rispetto agli altri incontri. Partecipanti che, come è noto, provengono da vari settori: quello governativo (con i rappresentanti dei ministeri delle telecomunicazioni, non tutti, e ancora molto deve farsi per avvicinare alcuni Paesi assenti), quello tecnico (gli esperti dell'università e del mondo della ricerca e della tecnologia) e quello privato (i registries, le imprese che gestiscono e commercializzazioni i domini; i registrars, le imprese che rivendono la gestione dei domini a livello nazionale o per area geografica; i providers, fornitori di servizi sui domini, come MFSD, che si occupa di amministrazione delle controversie). Un approccio di gestione del bene Internet, che tenga conto di tutti gli interessi in giuoco: il cosidetto approccio multi-stakeholder. Un mondo variegato, un'umanità varia. Non sempre facile da comprendere, con le sue regole e i tempi, molto più lenti, a volte della Rete stessa. Spicca sul piano governativo la partecipazione del Ministero della Repubblica popolare della Cina, che ha confermato l'importante (visti i numeri) contributo alle nuove strade che l'Internet Governance sta percorrendo (es i nuovi domini generici). Ma anche quella del Qatar e quell'Egitto, candidati a gestire l'ampliamento di Internet in tutta l'Africa e il Medio Oriente. Continua l'accesa discussione tra i governi sui cosidetti eno-domini (.wine e .vin): da una parte, USA, Canada e Nuova Zelanda, e dall'altra, l'Unione Europea e altri Stati che oppongono la necessità di tutelare le Indicazioni Geografiche. Anche a Londra non si è raggiunto alcun accordo e il malcontento serpeggia e anzi i toni vengano alzati. Francia e Italia in testa. Purtroppo, l'opinione pubblica e anche gli stessi soggetti posti a serio rischio dalla liberalizzazione degli eno-domini sembrano non appassionarsi e non supportare i propri governi in questa battaglia, salvo poi lamentarsi quando il danno è fatto. In realtà, in Italia manca un forum permanente, una sorta di costituency o Stati Generali di Internet, che raccolga e riassuma le istanze e la discussione dello stato della regolamentazione di Internet, e non solo dal punto di vista della proprietà intellettuale. L'IcANN, nel frattempo, aggiornerà i temi aperti (se resteranno ancora aperti) a Los Angeles ad ottobre. E MFSD potrebbe essere anche là e chiamata a contribuire, in Italia come a casa dell'ICANN, alla discussione. Video: intervista (in inglese) a Presidente e CEO di ICANN. [Riproduzione Riservata] 

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Le nostre Mediazioni, le riforme e il Giudice che non delega
Milano, 24 giugno 2014. MFSD è stato accreditato dal Ministero della Giustizia come Organismo di Mediazione nel luglio del 2012, adottando un regolamento ad hoc per le controversie in materia di proprietà industriale, e così scegliendo la non agevole via della specializzazione. il 2013 è trascorso presentando l'istituto ai professionisti del settore, in particolare ai Consulenti in Proprietà Industriale. Nel 2014 abbiamo iniziato le presentazioni ai Dipartimenti di Proprietà Industriale delle imprese che gestiscono portafogli di diritti di proprietà intellettuale e il relativo contenzioso. Subito all'inzio di quest'anno si è compreso che l'iniziale curiosità per la Mediazione si è trasformata in convinta sperimentazione delle procedure, attesa la volontarietà dell'avvio e la sostanziale gratuità (48 € iva compresa) del primo incontro informativo. I risultati positivi non sono tardati. A maggio MFSD ha gestito n. 4 procedure: per valore, 2 indeterminabile, 2 fino 50 mila €; per il costo, in tutte e 4 il costo è stato fissato da MFSD, d'intesa con i rappresentanti e le parti, in deroga alle tariffe, collocandosi tra i 500 € e 2000 € per parte; per tipologia, 3 di carattere nazionale e 1 transnazionale (tra una impresa UK e 1 impresa italiana); per l'assistenza tecnica, 3 assistite da consulenti in proprietà industriale e 1 da un avvocato (in 2 le parti non erano assistite, nonostante la raccomandazione di MFSD); per l'esito, 2 non conciliate e 2 conciliate. Il grado di soddisfazione delle parti e dei mediatori rilevato da MFSD è alto. Il primo incontro informativo è stato programmato come una vera e propria prima riunione di mediazione, nelle quali quando le parti partecipavano erano ben consapevoli dell'opportunità e della procedura. Non è dato sapere se l'aumento delle procedure è attribuibile allo stato della giustizia civile e alla complicazione procedurali, tra le quali, quella deroga alla competenza dei Tribunali delle Imprese (e quindi anche in materia di Proprietà Industriale), laddove l'attore o il convenuto sia un soggetto di diritto straniero, prevista dalla legge c.d. Destinazione Italia, che ha ristretto la competenza per territorio dai 21 Tribunale a 8 Tribunali, aumentando la confusione. Oppure se i costanti aumenti delle spese di giustizia e quelli indiretti connessi all'informatizzazione del processo costituisca un deterrente all'accesso al Giudice. Così come la costante carenza di personale di cancelleria (o la riduzione degli orari di accesso alla Cancelleria) o di magistrati, il turn over, e i pensionamenti portano ad una dilatazione dei tempi stimati, spingendo i giudici a dire in udienza che una setenza in 3/4 anni è un 'tempo accettabile'. Fatto sta che l'insoddisfazione per lo stato della giustizia civile cresce e i continui esercizi di riforma anche dell'ultimo governo non aiuteranno a sempificare il panorama professionale e del servizio giustizia. E allora è meglio vedere questo tipo di verbali (foto MFSD) o incontrarsi una volta per parlarsi con l'aiuto dei propri legali e consulenti in proprietà industriale aiutati da un mediatore ? [Riproduzione Riservata]   

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L'UAMI promuove la Mediazione nella Proprietà Industriale
Alicante, 29-30 maggio 2014. E' stato un piacere partecipare alla 2 giorni della prima conferenza sulla Mediazione nella Proprietà Industriale, per chi, come MFSD, promuove e amministra tale strumento di risoluzione, consensuale e extragiudiziale, delle controversie industrialistiche. L'Ufficio per l'Armonizzazione del Mercato Interno (UAMI), tradotto l'Agenzia dell'Unione Europea che gestisce la protezione dei marchi, modelli e disegni comunitari, è da qualche anno impegnata nel promozione dell'istituto della Mediazione ed offre alle parti in lite avanti la Commissione d'Appello la facoltà di avvalersi di mediatori, appositamente formati e iscritti in un apposito elenco da essa tenuto: si tratta quindi funzionari dell'UAMI, che non si sono occupati, non si occupano o non si occuperanno della controversia, chiamati a svolgere la funzione agevolatrice di conciliazione. Il tema del potenziale conflitto d'interessi tra chi è stato, è o sarà componente, con funzioni decisorie delle Commissioni di Ricorso o d'Appello, poi chiamato a svolgere funzioni di terzo neutrale, ha sollevato tra i relatori e il pubblico un prevedibile e interessante dibattito durante la prima giornata. L'UAMI ha replicato ai dubbi dichiarando l'esistenza di una rigida policy interna di incompatibilità tra componenti le commissioni con funzioni decisorie e i mediatori. La sensazione è che l'argomento di replica non abbia fugato ogni dubbio in platea e in chi scrive: non a caso una prassi internazionale consolidata è la formazione di una elenco di mediatori esterni agli enti con funzioni decisorie. L'UAMI, in ogni caso, ha colto l'opportunità di (ed intende) estendere le proprie funzioni di gestione dei marchi, disegni e modelli comunitari (ma anche le Indicazioni geografiche non alimentari) anche alla prevenzione e risoluzione delle relative controversie, facendosi anche Centro di Mediazione, e chissà fors'anche Centro di Arbitratopende in Parlamento Europeo una proposta della Commissione Europea in tal senso. Le risorse finaziarie autonome non mancano. Dopo la cena di gala, occasione d'interessante scambio e confronto, la seconda giornata è trascorsa con sessioni parallele di simulazioni di mediazioni o monotematiche. L'UAMI (che ad oggi ha amministrato 4 mediazioni) ha infine dichiarato che questa è stata solo la prima di una serie di confenrenze annuali, che costituiranno un punto fisso per gli operatori del settore. E di questo MFSD non può che essere ben lieta, potendo contare su un player istituzionale, che certamente contribuirà a diffondere la cultura della Mediazione nella Proprietà Industriale. Pierfrancesco C. Fasano [Riproduzione Riservata]  

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Quo vadis nuovi domini e Indicazioni Geografiche ? Singapore
Milano, 12 marzo 2014. Tiriamo le fila del seminario 'Protection of Geographical Indications (GIs) in the new Internet scenario', tenutosi a Milano il 28 febbraio scorso su iniziativa dell'InterGruppo sulle Specialità Tradizionali del Parlamento Europeo, di MFSD e di MarkMonitor, con la partecipazione della Commissione Europea, dell'European Federation of Wines Origin e del Ministero dello Svluppo Economico. Gli eurodeputati Astrid Lulling (Lussemburgo) e Giancarlo Scottà (Italia), da tempo impegnati nella battaglia a difesa delle Indicazioni Geografiche europee, contro il rischio di una registrazione libera di parole protette dal diritto della proprietà intellettuale, hanno ricostruito l'intenso percorso parlamentare che ha indotto la Commissione europea a chiedere all'ICANN (l'ente americano che gestisce l'assegnazione dei domini e lo svluppo della Rete) di fermare l'assegnazione dei nuovi eno-domini (.wine e .vin). Il seminario tuttavia ha posto al centro del dibattito e dell'approfondimento la questione della tutela delle indicazioni geografiche nel lancio dei nuovi domini in tema di food & drink. Non solo quindi gli eno-domini. La Commissione europea (rappresentata da un gruppo di funzionari della DG Connect, coordinati da Lars Erik Forsberg) ha ben espresso il punto di vista della ferma difesa del patrimonio agrolimentare dei 28 Paesi, ed ha risposto da Bruxelles in video-conferenza alle domande e sollecitazione del pubblico e degli altri relatori. Il Ministero dello Sviluppo Economico, ben rappresentato dal Direttore Generale Rita Forsi e dall'Ing. Maura Gambassi, nonostante l'avvicendarsi del nuovo governo, ha garantito la preziosa presenza, per illustrare la difficile opera di raccordo e sintesi delle diverse sollecitazioni provenienti da enti, istituzioni e associazioni di categoria sul tema della difesa del patrimonio agrolimentare italiano in seno al Governamental Advisory Committee (GAC), evidenziando anche le tempestive, puntuali ed efficaci azioni svolte nei vari meeting dell'ICANN. L'European Federation of Wines Origin (EFOW), da sempre in prima fila in questa battaglia, ha sottolineato la contraddizione originaria di un ente privato di diritto statunitense (l'ICANN), che gestisce l'evoluzioni della Rete, e l'atteggiamento sordo del governo USA in materia di tutela delle Indicazioni Geografiche. MarkMonitor (Gruppo Thomson Reteurs) con Jerome Sicard ha portato tutta l'esperienza pratica internazionale nella gestione tecnica dei metodi di prevenzione delle registrazioni abusive dei domini, descrivendo l'opportunità e le potenzialità di uno strumento quale è la TradeMark Clearing House (TMCH) e altri ancor più evoluti. MFSD, con Pierfrancesco C. Fasano e Stefano Monguzzi, ha infine coordinato il dibattito e contribuito a fornire alcune proposte di soluzioni tecniche al rischio concreto e sempre più prossimo di un lancio di estensioni di nuovi domini generici in materi agroalimentare. E adesso ? Oggi l'InterGruppo del Parlamento Europeo sulle Specialità Tradizionali si riunisce per fissare le prossime azioni sul punto: innanzitutto, l'invio di una lettera del Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, alla Commissaria europea, Neelie Kroes, per stigmatizzare la decisione paventata da ICANN di assegnare i domini .wine e .vin, senza vincoli e tutele delle Indicazioni Geografiche. Il che aprirebbe la strada ad un pericoloso precedente in materia, consentendo il lancio ad esempio dell'estensione .cheese, .beer, e così via. E quindi, dove stiamo andando (quo vadis) ? Ma a Singapore (dal 23 al 27 marzo, prossimo meeting ICANN) a ricercare il giusto compromesso tra la tutela della proprietà intellettuale da un parte, e il libero commercio e la libertà di Internet dall'altra. E possibile ? La risposta tra qualche settimana. Questa è solo una tappa dello sviluppo di un tema (Specialità Tradizionali agroalimentari e Internet) caldo anche in vista di Expo Milano 2015, che porterà gli stessi promotori del seminario, assieme ad altri attori, a valorizzare la discussione durante il pre-Expo e il semestre (maggio-settembre) 2015 nel quale Milano, il cibo e la sostenibilità, saranno sotto i riflettori del mondo. Un grazie infine a quanti hanno lavorato dietro le quinte, senza i quali il successo del seminario non avrebbe certo potuto realizzarsi. Foto (MFSD): da sinistra, Rita Forsi (MISE), Stefano Monguzzi e Pierfrancesco C. Fasano (MFSD) e Jerome Sicard (MarkMonitor). Qui allegato il materiale del seminario e l'articolo di Nicola Coppola 'Tutela delle indicazioni geografiche e scambi internazionali: fra nomi di dominio e free trade agreements', in Rivista di Diritto Alimentare (Anno VII, numero 4, ottobre-dicembre 2013). Video 'Coldiretti chiede agli USA di tutelare il .wine e .vin' (TMNews - Milano 16 marzo 2014) [Riproduzione Riservata] 

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Indicazioni Geografiche e nuovi domini: seminario UE a Milano
Milano 7 febbraio 2014. Tutti (molti o quasi) sappiamo cos'é il web 2.0: è l'insieme di tutte quelle applicazioni online che permettono un elevato livello di interazione tra il sito web e l'utente come i blog, i forum, le chat, i wiki, le piattaforme di condivisione di media come Flickr, YouTube, Vimeo, i social network come Facebook, Myspace, Twitter, Google+, Linkedin, Foursquare, ecc. ottenute tipicamente attraverso opportune tecniche di programmazione Web e relative applicazioni web afferenti al paradigma del Web dinamico in contrapposizione al cosiddetto Web statico o Web 1.0.. E il web 3.0 ? L'evoluzione dell'utilizzo del Web e l'interazione fra gli innumerevoli percorsi evolutivi possibili, che possono trasformare ad esempio il Web in un database, cosa che faciliterebbe l'accesso ai contenuti da parte di molteplici applicazioni che non siano dei browser. E i domini e l'evoluzione di questi costituiscono un elemento importante nell'accesso, uso e interazione della Rete. In questi mesi e in questi ultimi giorni e per i prossimi anni è in corso la nuova rivoluzione del web. Certamente, se non lo è, crea nuovi spazi di libertà e opportunità ma anche nuove incertezze e rischi di violazione dei diritti di proprietà industriale e intellettuale ed è fonte di controversie. La creazione e la possibilità di registrazione parole con nuovi domini. Ad oggi sono 1.930 le richieste ricevute dall'ICANN (Internet Corporation for Assigned Numbers and Names) per la creazione di nuovi domini e per l'assegnazione a società. Sono 107 quelle approvate e riguardano tutti gli ambiti economici e e del tempo libero: ad esempio, .rich, .sexy, .ninja, .pink, .email, .buzz, .coffee ma anche .bike, .clothing, .solar, .shoes, .careers, .holiday. La possibilità di ampliare i servizi permetterà a privati ed imprese di ottenere maggiore visibilità sul Web. Tra le richiesta di creazione di nuovi domini generici (gTLD) sono giunte anche quelle per il .wine e .vin, ma anche per il .cheese e .beer. E subito si è posta la questione del 'se e come' tutelare i diritti di proprietà intellettuale dei produttori e distributori di vino e in generali di prodotti protetti da denominazioni di origine (ad es. dop, doc, dogc) o marchi (collettivi o individuali). E come risolvere le controversie. Il Parlamento Europeo (PE) e in particolare l'InterGuppo per le Specialità Tradizionali hanno richiesto e stimolato un intervento tempestivo del Commissario all'Agenda Digitale sull'ICANN, che ha fermato l'assegnazione del .wine e .vin, in attesa di un definitivo chiarimento delle ragioni di chi voleva una sostanziale libera registrazione e chi chiedeva forme di tutela. Per rispondere a questo ed altri quesiti, rilevanti anche nell'ottica di 'Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita', tema dell'Expo che si terrà a Milano dal 31 maggio al 30 ottobre 2015, il Parlamento Europeo ha promosso, in collaborazione con MFSD, un seminario internazionale dal titolo 'La tutela delle denominazioni di origine nella nuova era di Internet', che si terrà venerdì 28 febbraio 2014, dalle 9 alle 13, al Palazzo delle Stelline. Al Seminario parteciperanno la Commissione Europea, il Governamental Advisory Commitee (GAC) dell'ICANN e l'European Federation of Origin Wines (EFOW) e MarkMonitor. MFSD coordinerà i lavori. La partecipazione è gratuita. Obbligo di pre-iscrizione entro il 20 febbraio 2014 (esteso al 25 febbraio) mediante registrazione su questo sito alla pagina 'Contatto', inserendo il riferimento "Seminario UE - GIs e domini'. I Consorzi di Tutela delle Denominazioni d'Origine, le aziende viti-vinicole e agricole e i consulenti in proprietà industriale avranno priorità nell'iscrizione. [Riproduzione Riservata]   

 
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2 corsi in 7 città: l'avvocato nella IP mediation e nuovi domini
Milano, 23 gennaio 2014. Sai cos'è l'IP Advocacy Mediation ? Conosci le tecniche e i segreti di come assistere, con efficacia, il tuo cliente in un tentativo di mediazione ? Hai un caso di diritto industriale e temi che i tempi e i costi del Tribunale delle Imprese possano pregiudicare il tuo cliente e la tua relazione professionale col cliente ? Pensi che il mediatore sia inutile ? Vuoi sapere quando consigliare al cliente la causa e quando raccomandare la mediazione ? Hai una formazione di base ma senti la necessità di una formazione specialistica ? MFSD ti offre un corso dedicato a 'L'avvocato come assistente della parte nelle mediazioni delle controversie in materia di Proprietà Intellettuale', accreditato dal Consiglio Nazionale Forense e intesivo (1 giornata, 8 ore). Obbligo di pre-iscrizione. Numero posti: minimo 20 - massimo 50. In 7 città (Milano, 7 marzo 2014 - pre-iscrizione entro il 20 febbraio 2014; Bologna, 21 marzo 2014 - pre-iscrizioni entro il 6 marzo 2014; Venezia, 11 aprile 2014 - pre-iscrizioni entro il 26 marzo 2014; Napoli, 9 maggio 2014 - pre-iscrizioni entro il 25 maggio 2014; Roma, 23 maggio 2014 - pre-iscrizioni entro il 18 maggio 2014; Genova, 19 settembre 2014 (pre-iscrizioni entro il 4 settembre 2014; Trieste, 3 ottobre 2014 - pre-iscrizioni entro il 18 settembre 2014). Costo: 732 €, iva inclusa. Per sapere da esperti formatori e mediatori della materia come poter soddisfare l'esigenze del cliente e consolidare le tue competenze.

Sai che nei prossimi 3 anni verranno lanciati oltre 1300 nuovi domini ? Vuoi poter informare i tuoi clienti e creare nuove opportunità di consulenza e assistenza ? Sai che il tuo cliente potrebbe trovare il proprio marchio registrato come dominio nelle nuove estensioni ? Conosci il dibattito attorno alla difesa dei diritti di proprietà industriale nei nuovi domini ? Sai cos'è, quanto costa e se conviene il Trademarkclearinghouse ? Conosci quali sono le tecniche più rapide e convenienti di tutela on line dei brand dei tuoi clienti ? Vorresti sapere anche come proteggere il marchio dei tuoi clienti nelle varie estensioni dei singoli Paesi ? O come evitare il Tribunale e ri-ottenere un dominio occupato da un terzo senza diritti ? Anche su questo tema MFSD offre un corso dedicato ai 
'Nomi a dominio: prevenzione e risoluzione stragiudiziale delle controversie nelle vecchie e nuove estensione', accreditato dal Consiglio Nazionale Forense e intensivo (4 ore). Costo: 366 € IVA inclusa. Numero posti: minimo 20 - massimo 50. Obbligo di pre-iscrizione. in 7 cittàMilano, 14 marzo 2014 (pre-iscrizione entro il 28 febbraio 2014); Bologna, 28 marzo 2014 (pre-iscrizioni entro il 15 marzo 2014); Venezia, 18 aprile 2014 (pre-iscrizioni entro il 3 aprile 2014); Napoli, 16 maggio 2014 (pre-iscrizioni entro il 1° maggio 2014); Roma, 30 maggio 2014 (pre-iscrizioni entro il 15 maggio 2014); Genova, 26 settembre 2014 (pre-iscrizioni entro il 11 settembre 2014); Trieste, 10 ottobre 2014 (pre-iscrizioni entro il 25 settembre 2014). Per sapere da avvocati, arbitri e dal Responsabile della Procedura di Riassegnazione di MFSD tecniche e metodi per meglio tutelare i diritti dei tuoi clienti. 

Scarica qui sotto i leaflet dei corsi con i programmi, le città, le date e i curricula dei formatori. 

Per pre-iscriversi:

  • registrarsi su questo sito alla sezione 'Contatto' e compilare la sezione in basso 'modulo di contatto -'riferimenti'
  • inserire nell'apposito spazio 'informazioni' il 'titolo del corso, città e data'.
 I corsi verranno tenuti con il raggiungimento del numero minimo (20) di posti. Raggiunto il numero minimo, i pre-iscritti riceveranno una e-mail con la conferma dell'attivazione del corso e la richiesta di pagamento via bonifico e d'invio di copia dell'ordine di bonifico, che dovrà pervenire entro 3 giorni.

 

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Un intenso 2013 - Un promettente 2014
Milano 6 gennaio 2014. L'anno passato è stato intenso per il numero di attività implementate e per quelle, nuove progettate. Nel 2013 MFSD ha: promosso l'attività dell'organismo di mediazione con presentazioni sia riservate a società di proprietà industriale e studi legali, sia pubbliche presso Università; partecipato all'attività dell'Osservatorio sulla Giustizia Civile della Corte di Appello di Milano nel dibattito sulle modalità di attuazione della mediazione delegata dal Giudice, elaborando una proposta di linee guida specifiche per le cause in materia di proprietà industriale e intellettuale; aderito al dibattito promosso dal Ministero della Giustizia per l'elaborazione di un Libro Verde sulla qualità degli organismi di mediazione; ha ampliato la propria attività, ottenendo al Ministero della Gustizia l'autorizzazione a svolgere la formazione e qualificazione dei mediatori professionisti; ha richiesto e ottenuto dal Consiglio Nazionale Forense l'accreditamento di 4 video-corsi di formazione continua obbligatoria per avvocati in materia di diritto industriale; lanciato un programma sul modello dei Pledge anglosassoni e statunitensi per la promozione, diffusione e consolidamento dell'Alternative Dispute Resolution (ADR) in materia di Intellectual Property (IP); incrementato in misura significativa il numero delle procedure di risoluzione delle controversie sui domini '.it'. Un anno intenso, quindi, il 2013. Il nuovo anno si annuncia ancor più promettente. Nel 2014 MFSD: lancerà un nuovo metodo di prevenzione delle controversie sui domini; organizzerà un evento di respiro internazionale in materia di prevenzione e risoluzione delle controversie in materia di proprietà industriale e digitale; richiederà al Consiglio Nazionale Forense di altri 4 corsi in modalità e-learning in materia di ADR e di diritto industriale su argomenti ad alta specializzazione; ha progettato e lancerà un nuovo programma e metodo di prevenzione e risoluzione delle controversie in materia di e-commerce e di opere di opere digitali; lancerà il proprio programma nazionale di formazione (continua accreditata dal Consiglio Nazionale Forense) con corsi aventi ad oggetto l'assistenza dell'avvocato nella mediazione in materia di proprietà industriale e la tutela extragiudiziale dei nomi a dominio nella nuova era di Internet. Queste e molte altre novità. Un 2014 promettente. [Riproduzione riservata]  

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IP E-Learning per Avvocati
Milano, 23 dicembre 2013. Dopo una lunga fase di progettazione e gestazione, per rispondere alle esigenze e ai livelli di qualità richiesti dagli avvocati che esercitano nel diritto industriale, MFSD lancia, in collaborazione con TVA Italia Web Television srl, la piattaforma per la formazione continua professionale a distanza, dedicata esclusivamente alla materia della Proprietà Industriale e Intellettuale e accreditata dal Consiglio Nazionale Forense. I primi 4 video-corsi disponibili in download a pagamento (a pacchetto o singolarmente) con test a risposta multipla di verifica con cadenza random sono: Proprietà Intellettuale e social networks, docente Avv. Marco Alessandro Vincenti; La tutela dei segreti industriali, docente Avv. Ivett Paulovics; La tutela penale dei segreti industriali, docente Avv. Barbara Benedini; La risoluzione delle dispute sui nomi a dominio (.it), docente Avv. Stefano Monguzzi. Costi: 40 € per 2 corso da 2 crediti e 20 € per corso da 1 credito. Altri 4 video-corsi, dei quali 1 di deontologia, sono in corso di accreditamento. Qui in basso cliccando la freccia vedrete un esempio delle video-lezioni: 'Elementi di Proprietà Industriale cinese' tenuta da Fabio Giacopello, avvocato italiano residente a Shanghai. A destra della home page troverete il banner di collegamento alla piattaforma e-learning.

 
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Una chiave d'oro per gli avvocati, mediatori di diritto
Firenze, 5 novembre 2013. 'Riuscite davvero a credere a questa mediazione ? Avete davvero bisogno che un vostro collega vi mostri la strada? Quale dovrebbe essere la formazione per l’avvocato mediatore se questi non dovesse far altro che indicare la norma che governa la soluzione del caso ? Non sapete già tutto sulla individuazione della legge applicabile e sul diritto che governa possibili accordi fra le parti ?' A queste e altri decisive domande rivolte agli avvocati, mediatori per legge dal 20 settembre scorso, tenta di rispondere 'La chiave d'oro: dal diritto sperimentale a diritto generativo.', articolo (allegato) scritto da Paola Lucarelli, Professore ordinario di Diritto commerciale nell’Università di Firenze e Responsabile scientifico del Laboratorio di ricerca “Un altro modo” dell’Università di Firenze, e pubblicato su Guida al Diritto del 5 novembre 2013.

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tomponzi.it: ri-assegnato
Milano, 4 novembre 2013. Tommaso "Tom" Ponzi (Pola25 settembre 1921 – Busto Arsizio9 maggio 1997) è stato un investigatore e criminologo italiano. Nel 1948 Tom fonda la Mercurius Investigazioni, che l'anno dopo viene ridenominata Tom Ponzi investigazioni. Ebbe un rapido successo anche in campo internazionale: lavorò, tra gli altri, per Nelson Rockefeller, gli AgnelliEnzo Ferrari, l'Aga Khan. Il noto investigatore accompagnò la vita italiana del dopoguerra, raccontando o indagando - soprattutto negli anni sessanta e primi anni settanta - i cambiamenti nella sfera privata, nella vita delle famiglie e nella societa piu in generale di un paese che sarebbe rapidamente diventato una delle maggiori potenze industriali. Tom Ponzi fu per molti versi il primo in Italia a fare delle investigazioni una professione ad alto livello, passando negli anni dalle investigazioni matrimoniali a più complesse indagini industriali, patrimoniali e finanziarie. Oggi Luciano Tommaso Emiliano Ponzi e Ponzi Investigazioni di L. Ponzi & C. S.n.c. hanno presentato reclamo a MFSD per la ri-assegnazione del dominio, registrato e usato dalla società inglese, Get Domain Limited. Interessante questione su conflitto tra diritto al nome, marchio e dominio. La procedura è in corso e si attende l'eventuale replica della registrante. Il registrante non ha depositato alcuna replica e MFSD ha nominato Anna Maria Bardone quale Esperta per la decisione. La Dr.ssa Bardone ha deciso per la ri-assegnazione (trasferimento) del dominio a Luciano Tommaso Emiliano Ponzi e Ponzi Investigazioni di L. Ponzi & C. S.n.c.. Video: l'investigatore privato si racconta ad Enzo Biagi in questo intervento tratto da FILM STORY - SPIONAGGIO del 1983. La sua giovinezza, gli inizi, la vicenda di Terrazzano e la brutta vicenda giudiziaria che lo vide coinvolto.

  

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Indicazioni Geografiche contro ICANN su .wine e .vin
Milano, 3 dicembre 2013. Nulla di fatto (o poco più) alla fine della riunione ICANN (ente di governo di Internet) a Buenos Aires (17-21 novembre) per gli eno-domini: .wine e .vin. I governi, che sono divisi sulla questione della tutela delle Indicazioni Geografiche (IG), hanno chiesto ad ICANN di ottenere un parere legale. In parallelo, sono proseguite le discussioni tra i soggetti che hanno richiesto l'assegnazione dei due domini e il settore del vino. EFOW, la Federazione europea delle Denominazione d'Origine dei Vini, ha partecipato alle discussioni a Buenos Aires ed ha invitato ICANN a non creare e assegnare la gestione di questi due nuovi nomi di dominio e ha proposto soluzioni concrete ai candidati alla gestione. La lotta è apparsa impari quantomeno nei numeri: 34 membri (a favore di una posizione che tutela le IG) contro 3 (schierati per un lancio delle registrazioni dei domini senza tutele). Per diversi mesi un numero crescente di governi in seno al GAC (Governmental Advisory Committee) hanno chiesto ICANN di non creare il .wine e .vin, per la mancanza da parte dei richiedenti dell'adozione di misure di tutela dell'Indicazioni Geografiche (IG). Da agosto ICANN aveva favorito acché il settore vitivinicolo e le società candidate trovassero un accordo in vista di una decisione definitiva a Buenos Aires. Nella capitale argentina, il .wine e .vin sono rimasti un punto fermo di una controversia in un clima di tensione tra gli europei e gli Stati Uniti sulla governance di Internet e il funzionamento dell'ICANN. Da un lato, una coalizione di 34 Paesi, guidati dall'Unione europea e sostenuti dai Paesi latino-americani e africani, ha chiesto che le IG vengano prese in considerazione. D'altra parte, 3 Paesi, compresi gli Stati Uniti, hanno chiesto di creare il .wine e .vin, senza tutelare le IG. Un divertente aneddoto riportato dal Rapporto finale sul meeting (allegato in inglese) rivela che al termine della sessione pubblica sul tema degli eno-domini, il rappresentante iraniano in seno al GAC ha cercato di fare da pontiere tra la posizione europea e quella americana. In ogni caso, dopo difficili negoziati, i membri del GAC hanno concordato di chiedere ad ICANN di ricercare un parere legale per capire meglio che cosa è in gioco, al fine di prendere una decisione del punto. L'Unione Europea difende un approccio multi-interessi (multi-stakeholder) nella creazione dei nomi di dominio, auspicando che il dialogo tra il settore e i candidati abbia successo. Un dato confortante è che per la prima volta in 4 mesi, a Buenos Aires ci sono state discussioni costruttive tra alcuni candidati e produttori di vino. Queste imprese hanno proposto, come altri hanno fatto prima, per esempio il .bio, una soluzione che consentirebbe la protezione delle IG. E' opinione anche della Federazione Europea delle Denominazione d'Origine dei Vini (EFOW) che questi nuovi nomi a dominio rappresentino un'opportunità per il settore se e solo se le società candidate forniscano tutele alle IG. EFOW sosterrà e promuoverà questi nomi a dominio solo se le IG verranno protette. Indipendentemente della decisione di ICANN, il successo di questi nomi a dominio in gran parte dipende dal settore europeo e dei suoi operatori. L'auspicio è che i richiedenti l'assegnazione della gestione abbiamo un approccio paritetico (win-win) e che l'ICANN rispetti il principio dichiarato della comprensione dei diritti di tutti i soggetti portatori di interessi di settore. Prossima puntata: riunione ICANN a Singapore nel marzo 2014Allegato (in inglese) Report sul ICANN Meeting. [Riproduzione riservata]

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Video-Inchiesta di Report sulla Mediazione
Milano, 8 ottobre 2013. Grande interesse e dibattito tra gli operatori (e non) della Mediazione ha suscitato la video-inchiesta della trasmissione televisiva 'Report' andata in onda ieri su Rai 3, alle 21:05 (clicca sulla freccia della notizia sulla Homepage per vedere il video), nell'ambito dell'analisi delle singole novità introdotte dal Decreto cosidetto del Fare, d'iniziativa del Governo Letta. La giornalista Claudia Di Pasquale ha svelato le note debolezze del sistema di formazione e dei controlli del Ministero (per carenza di personale) nell'accreditamento. Debolezze che hanno portato alla proliferazione di organismi di mediazione ed enti di formazione carenti sotto il proflio della qualità dei servizi offerti. L'inchiesta ha poi lasciato emergere la malcelata ostilità della classe forense a parole favorevole alla mediazione ma quella facoltativa e solo degli organismi di conciliazine forense. Il servizio si conclude con gli inevitabili conflitti d'interessi, presenti anche nel sistema pubblico e l'esistenza di sedicenti enti che tentano, ricorrendo a tecniche di comunicazione e marketing, di accreditarsi, in modo autoreferenziale, tra gli operatori del settore e i non addetti ai lavori quali enti esponenziali del settore della Mediazione. Le riflessioni finali della video-inchiesta concludono che l'istituto della Mediazione è positivo perché consentirebbe di evitare le lungaggini e i costi di un processo civile ma occorre lavorare sulla qualità del complessivo sistema. Luci e ombre quindi. Ed il settore pubblico non esente da opacità, come quello privato colpevole di sistema di accaparramento aggressivo degli utenti e dei professionisti coinvolti, a discapito della ricerca della imparzialità e professionalità dei mediatori, formatori e degli organismi di mediazione. Comunque una strada lunga da percorrere per far sì che i molti pessimi non offuschino i pochi buoni. Pierfrancesco C. Fasano [Riproduzione Riservata] 

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Il Parlamento UE mappa la Direttiva sulla Mediazione
Strasburgo, 7 ottobre 2013. Il questionario, in lingua inglese, in tre parti è stato creato per raccogliere informazioni sulla legislazione mediazione per le cause civili e commerciali negli Stati membri dell'UE, e per scoprire perché la mediazione non è usata tanto come previsto. Sulla base in parte delle risposte a questo questionario, un rapporto sta per essere presentato al Parlamento europeo entro la fine del mese di novembre con una serie di proposte per favorire l'uso mediazione in tutta l'Unione ( IP/C/JURI/IC/2013-062 ).

In particolare, la parte I si propone di raccogliere la Vostra opinione sullo stato dell'istituto della mediazione in corso nel Vostro Paese. La Parte II chiede un breve valutazione del diritto vigente nel Vostro Paese. La Parte III contiene un elenco di soluzioni legislative (Parte III) e proposte non legislative (IIIB parte) per di valutare in termini di capacità, o incapacità, di fare più mediazioni accadere nel Vostro Paese.

Rispondere al questionario è facile. Con esso si chiede semplicemente di scegliere tra le opzioni esistenti o di classificare una serie di proposte. Se la Vostra risposta preferito non è elencato tra le opzioni, si prega di scegliere la risposta più vicina alla situazione nel Vostro paese. Si prega di utilizzare solo l'opzione "Altro" se la situazione nel Vostro Paese è radicalmente diverso da una qualsiasi delle tre opzioni designati presentati. Le vostre risposte al questionario sono molto importanti per noi, e saranno tenuti riservate.

http://www.surveygizmo.com/s3/1382928/Questionnaire

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L'Università di Firenze aggiorna Mediatori e Formatori in PI
Milano, 27 settembre 2013. L'Università degli Studi di Firenze con il suo Laboratorio 'Un Altro Modo' (Mediazioni e Negoziazioni per le Imprese e Organizzazioni Complesse) terrà Giovedì 17 ottobre 2013 un modulo formativo sulla gestione del conflitto in mediazione sul tema "Le controversie in Proprietà Industriale", sotto la direzione scientifica delle Professoresse Paola Lucarelli e Ilaria Pagni. Il modulo. anche valido anche per l'aggiornamento obbligatorio biennale dei formatori in mediazione e per i mediatori previsto dal Ministero della Giustizia, vedrà tra gli interventi quello della Prof. Lucarelli, anche dell'Avv. Claudia del Re, studiosa ed esperta del tema, il dott. Roberto Guida, Giudice del Tribunale delle Imprese Sezione Proprietà Industriale di Firenze, e l'Avv. Pierfrancesco C. Fasano, Responsabile dell'Organismo di Mediazione di MFSD. Per maggiori informazioni, consultate la locandina in allegato.  

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Cooling Off: l'impegno, la rivista, il premio
Milano, 29 ottobre 2013. L’origine. Cooling Off, in inglese, vuol dire periodo (anche di raffreddamento degli animi) di riflessione lasciato alle parti prima di accettare in via definitiva un’offerta contrattuale o scegliere la strada del contenzioso. L’espressione è conosciuta nella Proprietà Industriale per definire quel periodo del procedimento di opposizione alla domanda di registrazione di una marchio comunitario, nel quale le parti hanno la possibilità di raggiungere un accordo e quindi possono porre fine al procedimento senza incorrere in ulteriori spese: il Cooling Off termina decorsi due mesi dalla comunicazione di ammissibilità dell’opposizione e può essere prolungato di 22 mesi, fino a un totale di 24 mesi; allo scadere del periodo di riflessione, si apre la fase in contraddittorio del procedimento di opposizione. 

L'impegno. Il Cooling Off, studiato ideato e proposto da MFSD, è ispirato ai modelli anglosassoni, noti oltreoceano da almeno tre decenni, di Alternative Dispute Resolution (ADR) Pledge, adattato al peculiare settore della Proprietà Industriale italiana. All’estero, il più delle volte, si tratta di una dichiarazione pubblica in cui chi la firma (imprese, società di consulenza in proprietà industriale, studi legali, enti pubblici, ecc.) dichiara di adottare un approccio sistemico (ove possibile) alla risoluzione stragiudiziale della controversia, esplorando vantaggi e svantaggi, adeguatezza o meno delle forme o procedure alternative o meglio complementari al Tribunale (Alternative Dispute Resolution) o al contenzioso statale in generale. Anche se in forme diverse, i pledge, gli impegni di ADR, sono state promosse in numerosi Paesi: Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Singapore.

Il concetto è stato sviluppato nel 1980 dall'International Institute for Conflict Prevention & Resolution (CPR), un'ente no profit statunitense leader nella risoluzione extragiudiziale delle controversie, con la sua dichiarazione di politica aziendale sulle alternative al contenzioso. Il 'CPR Pledge' è adottato ormai da più di 4.000 società e 1.500 studi legali che s’impegnano a prendere in considerazione una procedura di risoluzione stragiudiziale, prima di agire in giudizio. Oggi il CPR promuove il cosidetto 21st Century Corporate Pledge ADR, una forma evoluta di dichiarazione pubblica di ADR Policy ma assai simile alle precedenti e a quelle ormai sempre più diffuse (vedi video in lingua inglese in basso).

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 Altri esempi sono:

  • L'ADR Pledge nel Regno Unito
  • La Charte de la médiation inter-entreprises in Francia
  • Il Mediation Charter del Singapore Mediation Center
  • Pledge ADR INTA per i titolari di marchi.
La più recente iniziativa europea è in corso in Polonia ed è stata portata al Consiglio ADR Civico e approvata dal Ministero della Giustizia. Il 4 marzo 2013, è stato ufficialmente lanciata in occasione della conferenza di Varsavia con la partecipazione di oltre cinquanta grandi imprese e organizzazioni di avvocati.

Anche MFSD, ispirandosi alle prassi internazionali e europee più efficaci in tema di prevenzione e risoluzione delle controversie fuori dei Tribunali, ha studiato, elaborato e progettato un ADR Pledge, appunto Cooling Off, dedicato e adattato alla Proprietà Industriale italiana, destinato ai titolari o rappresentanti di diritti di proprietà industriale e a formare e valorizzare la loro attitudine non conflittuale, senza rinunciare al ricorso al Giudice. Il concetto e l’elemento ispiratore è quello di una sistema di garanzia di costante e preventivo valutazione del ricorso a forme stragiudiziali di risoluzione delle controversie in materia di Proprietà Industriale e Intellettuale destinato alle imprese titolari di diritti su segni distintivi o a professionisti (consulenti in proprietà industriale e avvocati che praticano il diritto industriale). 

La rivista e il premio. Nasce così Cooling Off: un programma, e quindi un insieme di azioni (è anche una rivista internazionale e unpremio dedicati a chi si è distinto nel diffondere la cultura della composizione consensuale del conflitto e dei metodi di risoluzioni alternativi al tribunale, che recano lo stesso nome) che ambisce a promuovere una cultura o a sollecitare e coltivare quantomeno una sensibilità alla prevenzione e risoluzione extragiudiziale delle controversie in materia di IP. Il programma si fonda su una dichiarazione pubblica di impegno e garanzia, con la quale l’impresa e/o il professionista aderente s’impegna, in via preventiva, a valutare, ove il caso lo consigli, con la propria controparte (per le imprese) e con il cliente (per il professionista) mezzi, procedure e metodi (es. mediazione, procedura di ri-assegnazione domini, arbitrato, arbitraggio, perizia, etc.) alternativi al contenzioso avanti il Giudice o la competente autorità amministrativa. 

L’impegno a cercare un’alternativa al contenzioso è sempre esistito: anche in Italia tutti i giorni i professionisti (consulenti in proprietà industriale e avvocati) della proprietà industriale e le imprese di questo settore ricercano o tentano di trovare soluzioni consensuali o dirette ad evitare il contenzioso.

L’esigenza. E allora c’era bisogno di una garanzia, di un impegno, di una dichiarazione pubblica, di un’adozione di una apposita policy (aziendale o professionale) per tentare di risolvere in via stragiudiziale (ove percorribile) una controversia su un diritto di proprietà industriale e intellettuale ? Qual è il quid pluris ? 

Perché, ciò nonostante, in Italia la ricerca di una soluzione negoziata appare ancora istintiva, occasionale, spontanea, non consapevole o programmata o strutturata, lasciata quindi alla buona volontà o all’attitudine di ciascuno dei protagonisti: titolari delle imprese, responsabili interni dell’IP oppure consulenti in proprietà industriale o avvocati esterni all’impresa al centro di una controversia.

Cooling Off per le imprese costituisce un segno visibile di riconoscimento, l’adozione volontaria, consapevole, convinta e pubblica di una specifica politica aziendale di contenimento dei costi e di razionalizzazione delle risorse umane, e l’indice di una particolare sensibilità alla risoluzione consensuale, non conflittuale, a costi controllati e rapida delle controversie. 

Mentre per i professionisti costituisce un elemento distintivo, il messaggio di un differente approccio professionale diretto ad offrire ai clienti, laddove la negoziazione assistita dal professionista stesso sia inefficace o venisse respinta o fallisse, una via alternativa o complementare al sempre possibile ricorso al contenzioso statale, mostrando sensibilità e attenzione al tema (oggi più caldo che mai) del rapporto costo-benefici nella gestione di una controversia o della durata del processo.

I vantaggi. L’adesione comporta infine una serie di vantaggi riservati agli aderenti e la possibilità di verificare subito se il Vostro interlocutore è disponibile o propenso a soluzioni assistite da un terzo neutrale, consensuali e al di fuori del Tribunale, ad un costo controllato dalle parti in lite. Per ulteriori informazioni visita la sezione 'Impegno.

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Per ulteriori informazioni, consultate la sezione Cooling Off del sito www.mfsd.it


Pierfrancesco C. Fasano

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La nuova mediazione: molto rumore per nulla
Milano, 23 settembre 2013. Molto rumore per nulla (titolo originale in lingua inglese: Much Ado About Nothing) è una commedia teatrale scritta da William Shakespeare tra l'estate del 1598 e la primavera del 1599, ambientata a Messina. Considerata a lungo commedia romantica per i temi amorosi e per la struttura ricca di elementi farseschi e giocosi, l'opera rientra a pieno titolo nel novero delle tragicommedie, nelle quali l'elemento comico si fonde a quello tragico e propriamente drammatico. Commedia breve e brillante, è stata fortunata sul versante della rappresentazione teatrale, restando nei secoli una delle commedie di Shakespeare più conosciuta e portata sulle scene. La locuzione "molto rumore per nulla" è entrata nel gergo comune, di matrice inglese e non, per indicare una esagerazione o una assurdità riferita ad un fatto del tutto trascurabile o inconsistente. E così anche nella riforma della legge sulla mediazione delle liti civili e commerciali, nella quale i media martellano e gli altri organismi di mediazione enfatizzano il ritorno della mediazione obbligatoria nelle stesse materie (tranne i sinistri stradali) ante sentenza della Consulta, lasciando intendere che tutto cambia e migliora, mentre in realtà tutto cambia per nulla cambiare. Il tragico (la gratuità del primo incontro informativo - immaginate voi la preparazione del mediatore al primo incontro) si alterna al comico (l'attribuzione a tutti gli avvocati della qualifica di mediatori), il tutto condito con la riduzione della durata (da 4 a 3 mesi) e dall'obbligatorietà dell'assistenza tecnica degli avvocati per le materie obbligatorie ma non per quelle facoltative (tra le quali, la proprietà industriale e intelletuale), dove i consulenti in proprietà industriale potranno continuare ad assistere i propri clienti. E allora, molto rumore per nulla. E speriamo che all'incontro preliminare i mediatori siano motivati a motivare parti già demotivate da una classe forense tendenzialmente ostile alla mediazione. Nel frattempo, MFSD (oltre a raccomandare le parti di farsi assistere da un consulente in proprietà industriale o avvocato), come Garibaldi a Teano, risponde 'obbedisco' al legislatore e modifica il regolamento di procedura della mediazione, che verrà inviato al Ministero della Giutizia per l'approvazione, limitandosi alle modifiche introdotte dalla novella, con interessanti novità in materia di tariffe, ridotte al 50% in caso di mediazione delegata: se le parti hanno già sopportato il pagamento di un contributo unificato doppio (nella cause avanti il Tribunale delle Imprese) rispetto alle cause ordinarie, e i costi legali e tecnici, la mediazione, seppur altra procedura, non può gravare sulle parti ed anzi attende le parti, già consapevoli del valore di un risoluzione consensuale del conflitto e favorevoli ad essa. [Pierfrancesco C. Fasano, Responsabile dell'Organismo di Mediazione] Riproduzione Riservata.   

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Nemesis.it: ri-assegnato
Milano, 26 agosto 2013. L'Esperta designata, Anna Maria Bardone, ha deciso il trasferimento del dominio, sulla base dell'anteriore titolarità del marchio e della denominazione sociale della Ricorrente e del mantenimento del dominio privo di titoli giuridici e in presenza della dichiarata e documentata cessazione dell'attività della Resistente. 

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Shoppy.it: ri-assegnato
Milano, 9 agosto 2013. In una procedura assai breve il reclamante, titolare del marchio corrispondente al dominio contestato, ha provato, ad avviso dell'Esperta nominata, l'Avv. Enrica Busnelli, oltre agli altri 2 presupposti (identità del dominio col segno di titolarità della reclamante e inesistenza di un diritto della registrante) per il trasferimento, la malafede consistente nel fine di lucro dell'uso da parte del registrante (che non ha depositato alcuna difesa) del dominio come pay per click.

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Il Ministero autorizza MFSD alla formazione dei mediatori
Milano, 25 luglio 2013. Annunciamo con soddisfazione che il Ministero della Giustizia ha disposto, con Provvedimento del Direttore Generale del Dipartimento per gli Affari di Giustizia in data 23 luglio 2013, l'iscrizione di MFSD (al n. 392) nell'elenco degli enti abilitati a svolgere l'attività di formazione dei mediatori di controversie civili e commerciali, tenuto presso la Direzione Generale della Giustizia Civile ai sensi del decreto ministeriale 180/2010. L'accreditamento (il terzo, dopo quello a gestire le dispute sui domini .it ottenuta dal CNR di Pisa e quello a gestire le mediazioni delle controversie in Proprietà Industriale ricevuta dal Ministero della Giustizia) è il frutto di un periodo di riflessione e progettazione, di organizzazione e di verifica da parte del Ministero dei requisiti previsti dalla normativa in materia. Al centro di un'aspra polemica e di un accesso dibattito, il settore della formazione dei mediatori soffre delle vicende alterne dell'istituto della mediazione. L'approvazione in corso al Senato del Decreto "del Fare", nel quale si attribuisce agli avvocati il riconoscimento del titolo di mediatore, ma con l'obbligo (anche deontologico) di formarsi apre nuove ma non certe (per l'ostitlità della classe forense) prospettive. Vivo interesse suscita invece tra i consulenti in proprietà industriale l'opportunità di qualificarsi mediatori: "marchisti" e "brevettisti" vedono infatti accrescere le proprie specialistiche competenze professionali. In quest'ottica MFSD sta elaborando il catalogo della formazione specialistica, che verrà promossa e organizzata anche in collaborazione con altri enti. Formazione che verrà svolta nelle 21 città sedi del Tribunale delle Imprese (competente per la Proprietà Industriale). L'elenco dei formatori accreditati dal Ministero annovera 2 docenti teorici (Tobias Malte Muller e Pierfrancesco C. Fasano) e 3 pratici (Marco A. Vincenti, Corrado Mora e Sonia Spallitta). Il responsabile scientifico è Pierfrancesco C. Fasano, anche Responsabile dell'Organismo di Mediazione. Docenti e Responsabile Scientifico sono in possesso di una formazione scientifica e di un'esperienza pratica focalizzata nella materia dell'Intellectual Property. Per festeggiare con noi un altro traguardo qui in basso trovate il link (freccia) ad una video-lezione gratuita sugli "Elementi di Proprietà Industriale cinese", tenuta da Fabio Giacopello, avvocato a Shanghai, nell'ambito di un corso a pagamento di prossima diffusione. Maggiori informazioni nella sezione Formazione di questo sito.  © Riproduzione riservata.

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La Traversata nel Deserto della Mediazione nella PI
Milano, 12 luglio 2013. In senso figurato, è usata talora, nel linguaggio politico e giornalistico, la frase traversata del deserto (che traduce il francese traversée du desert), suggerita dal racconto biblico del lungo viaggio attraverso il deserto compiuto dagli Ebrei dopo l’esodo dall’Egitto verso la terra promessa, per significare una fase di transizione fra due momenti storici o politici, e in particolare il ritiro dalla scena, per un periodo più o meno lungo, di una personalità nota del mondo politico. E questo sembra la scomparsa o meglio l'assenza della Proprietà Industriale dalle materie obbligatorie della Mediazione. E, invece, eccola ritornare, dopo un lungo periodo di silenzio, dopo una fase di transizione fra due momenti storici: l'emarginazione della Proprietà Industriale dal dibattito sulla introduzione della Mediazione e l''improvvisa attenzione sorta alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati in occasione dell'indagine conoscitiva sulle misure in materia di giustizia previste in materia dal Decreto Legge cosiddetto del "Fare". Un importante contributo all'inserimento delle controversie in materie di Proprietà Industriale e Intellettuale tra le materie nelle quali dovrebbe essere obbligatoria la Mediazione è stato offerto dall'Università di Firenze, nella persona della Prof. Paola Lucarelli (leggi allegato). Le osservazioni degli studiosi di Firenze, che hanno in questi anni applicato la teoria nella prassi del Tribunale del capoluogo toscano, sono state in gran parte recepite nel parere della Commissione Giustizia che auspica emendamenti al decreto legge del "Fare" (leggi allegato). Contrario il Consiglio Nazionale Forense (nonostante si preveda la gratuità dell'incontro preliminare di mediazione e l'obbligatorietà dell'assistenza dell'avvocato), i lavori del Parlamento continuano. E la traversata della Mediazione nel deserto dell Giustizia civile anche. Pierfrancesco C. Fasano, Responsabile della Procedura di Mediazione. © Riproduzione riservata. 

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La grande bellezza del ritorno della mediazione obbligatoria
Milano, 18 giugno 2013. Ne 'La grande bellezza', ultimo film diretto e scritto da Paolo Sorrentino, Roma diventa teatro onirico di siparietti, vignette, presagi e incontri casuali. Da cardinali che si intendono di cucina a spogliarelliste dai segreti oscuri. La morte che colpisce sempre più vicino. E Jep Gambardella (uno splendido Toni Servillo), scrittore e critico teatrale, cammina, riflette, rivive in una Roma notturna fatta di palazzi misteriosi e feste trash. Alla ricerca di una bellezza essenziale che solo una santa vivente, venuta da un mondo troppo distante dal suo, è in grado di ricordargli. E così la Giustizia Civile diventa teatro onirico del Governo di turno, con interventi schizofrenici (il ritorno dell'obbligatorietà), compromissori (gli avvocati todos mediadores e indispensabili per avere un verbale di conciliazione titolo esecutivo), pseudo-progressisti e risolutori (smaltimento delle sentenze d'appello a 200 € l'una, da operatori di giustizia, anche a riposo). Dall'Avvocatura che chiede venga riconosciuto il ruolo costituzionale a mediatori e organismi di mediazione che, travestiti da tifosi, clacsonando si scatenano su social network gongolandosi del ritorno dell'obbligatorietà della mediazione. MFSD, come Jep Gambardella, continua a camminare e riflettere sugli effetti del "fare" (decreto d'urgenza ancora da pubblicare e convertire in legge) e dis-fare in un'amministrazione della giustizia fatta di opposte tifoseria e legittimi gruppi di pressione, e festeggiamenti inopportuni. Alla ricerca di una bellezza essenziale della Giustizia Civile, che solo una visione della risoluzione delle controversie, priva di assiomi, pre-concetti e pregiudiziali, è in grado di regalare. Leggi in allegato la bozza del decreto legge. Pierfrancesco C. Fasano, Responsabile della Procedura di Mediazione. © Riproduzione riservata. Video: La grande bellezza, il film, trailer ufficiale.

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Mediazione: MFSD lancia l'Incontro Preliminare Informativo
Milano, 14 giugno 2013. Il carro avanti al cavallo o ai buoi ? Dopo l'entrata in vigore della legge sulla mediazione e ancor di più dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha abrogato (per un vizio formale) l'obbligatorietà della mediazione e non la mediazione, è opinione comune che il pubblico dei potenziali utenti non conosce i vantaggi o ha una conoscenza superficiale della mediazione.

MFSD, pur concordando in astratto sulla volontarietà della mediazione, in concreto e in una prima fase condivide la necessità della obbligatorietà della mediazione, ma sopratutto la necessità di una diffusione della cultura della composizione amichevole dei conflitti, non ad ogni costo, ma ove le circostanze del caso lo consigliano. In attesa che Governo e Parlamento riassumano l'iniziativa sul punto, come consigliato dalla Commissione di Esperti (cosidetti Saggi) nominati dal Presidente della Repubblica e confermato dal Presidente del Consiglio e dal Ministro della Giustizia, MFSD propone alle imprese e cittadini una sessione preliminare informativa sulla mediazione, seguendo le esperienze di altri Paesi europei (ad es. Romania) affetti da un cronico arretrato, carenze di organico, da vincoli di bilancio e da una cultura litigiosa.

Molte sono le diffidenze, le pregiudiziali, i sospetti, i pre-concetti. Pochi hanno sperimentato o anche sono conosciuto o visto lavorare un mediatore o un organismo di mediazione. Lo stesso è accaduto negli USA quando le Corti Federali lanciarono negli anni '70 i programmi di mediazione, e così anche in Europa oggi. La diffidenza per il nuovo e per tutto ciò che non si conosce non ha confini, cambiano le espressioni: evitare di "mettere il carro avanti il cavallo" dicono gli inglesi o di "mettere il carro avanti i buoi", dicono gli italiani. Stesso concetto, cambia il quadrupede. Evitiamo di anteporre pregiudizi alla mediazione. Per ogni ulteriori informazioni sull'Incontro Preliminare Informativo (IPI) visita la sezione Mediazione o chiama

MFSD. Pierfrancesco C. Fasano, Responsabile dell'Organismo di Mediazione.

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Bankit chiede il ritorno della mediazione obbligatoria rivista
Anche la Banca d'Italia nella sua Relazione annuale presentata, 31 maggio 2013, dal Governatore Ignazio Visco all’assemblea ordinaria dei partecipanti sostiene che: "nel dicembre 2012 la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale per eccesso di delega il tentativo obbligatorio di conciliazione introdotto nel 2010. L’eventuale reintroduzione dello strumento, opportunamente corretto per superare alcune criticità presenti nelle norme abrogate, potrebbe contribuire a ridurre il contenzioso. Leggi qui sottoil paragrafo (pagine 117 e 118) della Relazione dedicata alla giustizia civile.

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L'UE raccomanda all'Italia l'ADR e la mediazione
Bruxelles, 29 maggio 2013. Nella Raccomandazione sul Programma nazionale di riforma 2013 dell'Italia e che formula una parere sul programma di stabilità dell'Italia 2012-2017, il Consiglio europeo osserva che, a seguito della sentenza della Corte costituzionale dell’ottobre 2012 sulla mediazione, è necessario intervenire per promuovere il ricorso a meccanismi extragiudiziali di risoluzione delle controversie. E in quest'ottica il Consiglio raccomanda di semplificare il quadro amministrativo e normativo per i cittadini e le imprese, abbreviare la durata dei procedimenti civili e ridurre l’alto livello di contenzioso civile, anche promuovendo il ricorso a procedure extragiudiziali di risoluzione delle controversie. Leggi qui sotto il documento ufficiale integrale.

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Fumetti e Mediazione
Milano, 8 maggio 2013. Pierfrancesco C. Fasano, Responsabile dell'Organismo di Mediazione di MFSD, interverrà al convegno Le imprese creative e la risoluzione delle controversie: l’importanza della mediazione, inserito nel programma della nona edizione di “Fullcomics & Games”. Le iscrizione gratuite sono aperte. Il convegno si svolgerà presso l’Urban Center di Galleria Vittorio Emanuele a Milano, il 24 maggio dalle 10 alle 13. Essendo i posti limitati, gli interessati dovranno pre-registrarsi gratuitamente compilando il modulo sul sito Internet della manifestazione. I relatori ospiti affronteranno il tema dell’utilizzo della mediazione nel mondo delle imprese creative quale sistema di risoluzione delle controversie stragiudiziale. 

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L'Ufficio Brevetti brasiliano promuove la mediazione
Milano, 21 gennaio 2014. La mediazione è un metodo di risoluzione alternativa delle controversie molto apprezzato dalle imprese in tutto il mondo occidentale. Vi sono, in caso di controversie, due fattori di primaria importanza per le imprese: il tempo e la riservatezzaE’ molto raro che i conflitti tra imprese ricevano soluzioni efficaci in Tribunale: spesso, infatti, i lunghi anni di attesa per una decisione del Giudice compromettono l'attività dell’impresa creditrice in attesa di giustizia, oltre al fatto che la pubblicità che viene data a tutti i procedimenti in Tribunale, il cosiddetto clamor fori, rischia, specialmente nelle cause che riguardano la qualità del prodotto oppure marchi, brevetti, proprietà intellettuale o concorrenza sleale, di rendere pubblici segreti o strategie industriali e informative riservate, o semplicemente di mettere in cattiva luce presso la pubblica opinione e di esporre ad attacchi mediatici la stessa azienda che ha iniziato la causa per far valere i propri diritti. 

 

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Trademark Clearinghouse è ADR o metodo di prevenzione ?
Milano, 20 gennaio 2014. Con il lancio dei nuovi gTLD, l'ICANN ha implementato alcune nuove procedure per la tutela dei diritti dei titolari di marchi (Rights Protection Mechanisms - RPMs). Il Trademark Clearinghouse (TMCH) non è un RPM in sé, ma facilita l'uso di alcuni di questi meccanismi, quali il Sunrise Period (un periodo minimo di 30 giorni, durante il quale i titolari dei marchi possono registrare i domini prima che questi diventino disponibili al pubblico), servizi di Trademark Claims (un periodo di 60 giorni successivo al Sunrise Period, durante il quale il richiedente di un dominio riceve un avviso qualora presenti una domanda di registrazione che è in conflitto con un marchio registrato presso TMCH e, se il richiedente dovesse procedere con la registrazione del dominio, un avviso verrebbe inviato anche al titolare del marchio). 

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MFSD risponde al Libro Verde e alla Mediazione demandata
Milano, 28 febbraio 2013. MFSD risponde ai quesiti posti dal Ministero della Giustizia, nell'ambito della consultazione pubblica, per l'elaborazione di un manuale della qualità della mediazione. 31 domande contenute in un cosidetto Libro Verde (sullo stile della Commissione Europea) per aumentare la fiducia nel nuovo istituto, che anche nell'inaugurazione dell'anno giudiziario è stato citato come uno dei possibili mezzi per rendere più efficiente il sistema della giustizia civile.

MFSD contribuisce al dibattito promosso dall'Osservatorio della Giustizia Civile della Corte di Appello di Milano nell'ambito del progetto 2013 "Mediazione demandata dal giudice" (scarica liberamente le slides di presentazione del Progetto e quelle del dott. Giuseppe Buffone - magistrato - pubblicate in home page), proponendo criteri di individuazione delle cause mediabili in materia di proprietà industriale e linee guida per una più efficace gestione della mediazione demandata dal giudice. L'Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia sta elaborando una proposta di valorizzazione della mediazione demandata dal giudice, come risulta dalla relazione 2012 sull'amministrazione della giustizia diffusa in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2013.

Nella sezione Formazione - sottosezione Materiali - i documenti in pdf sono scaricabili previa registrazione (barra a destra sezione Registrazione).

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